The Dear Hunter – Recensione: The Color Spectrum

La nuova uscita in cd (è bene precisarlo in tempi in cui sono ormai più numerose le pubblicazioni disponibili in download) dei The Dear Hunter è in verità un sunto di un’opera ben più ampia costituita da nove EP, dedicati ad altrettanti colori, per un totale di 35 canzoni (rintracciabili solo in download appunto). Dato che ogni EP rappresenta come detto un colore, ecco che il CD viene per magia intitolato “The Color Spectrum”.

La band americana continua a muoversi in territori indie rock originali e mutevoli, sorta di Mars Volta epurati dalla componente psichedelica e spesso tendente alla jam; anche gli Smashing Pumpkins sono nel songbook dei nostri che comunque mantengono un sound personale anche se diverso da quello contenuto nei primi tre lavori. La classica eccezione che conferma questa regola è “But There’s Wolves” che rimane legata invece a quanto fatto precedentemente (ricordiamo soprattutto con piacere l’Act III dei nostri a titolo “Life & Death”); spulciando la track list da citare almeno anche “Lilian”, pezzo dotato di un lirismo favoloso.

La creatura di Casey Crescenzo prosegue quindi per la sua strada incurante di pseudo mode e correnti, convinta del proprio stile e delle scelte di marketing perpetrate in questi anni; speriamo che qualcuno anche nel nostro continente si accorga prima o poi dei The Dear Hunter…pur non trattandosi della band che stravolgerà la rock community.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Triple Crown

Anno: 2011

Tracklist:

01. Filth And Squalor

02. Deny It All

03. But There’s Wolves

04. She’s Always Singing

05. Things That Hide Away

06. The Canopy

07. Trapdoor

08. What Time Taught

09. Lilian

10. Home

11. Fall And Flee

 


Sito Web: http://thedearhunter.com/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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