Flotsam And Jetsam – Recensione: The Cold

Dopo il non esaltante “Dreams Of Death” si temeva legittimamente che i Flotsam And Jetsam non fossero più in grado di tenere botta tra le mille difficoltà di portare avanti una carriera lontano dall’interesse dell’industria discografica e dei fan mainstream attaccati più ad un genere e ad una moda che alla qualità della musica. Ed invece ecco che arriva “The Cold”, una vera bomba di disco, in cui a trionfare sono il gusto e l’intelligenza compositiva. Doti che solo pochi sanno mettere in campo e che servono a dimostrare come nel metal sia ancora possibile suonare cose personali, moderne ed emozionanti. Insistiamo sul termine metal, perché coloro che pretendono di legare ancora la band al passato più remoto di formazione speed-thrash dovrebbero farsi una ragione del fatto che sono trascorsi più di vent’anni e che in mezzo i Flotsam hanno prodotto album eccezionali come “Drift” e “My God”, dimostrando una versatilità notevole e una voglia di crescere continua. “The Cold” rientra a pieno titolo in questa descrizione, visto che il gruppo si pone nei confronti della propria musica in modo assolutamente libero e cerca in primo luogo di mettere un imprinting emozionale in ogni brano, senza mai snaturare la propria indole (e riconoscibilità), ma senza nemmeno chiudersi a riccio in standard acquisiti. Ecco quindi che ci si ritrova ad ascoltare song dall’incedere heavy e groove come “Black Cloud” e “Falling Short”, ma anche “Hypocrite” e “Always” – molto vicine al thrash più ragionato di “Cuatro” – e brani dal sapore quasi prog-heavy metal come “Take” o “The Cold”. Bellissima anche il misto classico/moderno messo in atto con “Blackened Eyes Staring”, ennesima dimostrazione di come avere un singer dalla timbrica personale e con gli attributi (non un urlatore monotono) non sia qualità da trascurare. Poco da aggiungere, “The Cold” è un album che non mostra cedimenti e se conoscete già la band sicuramente ne sarete pienamente soddisfatti. Se invece siete di quelli che il gruppo l’hanno sempre ignorato, sarebbe ora di cambiare e mettersi in casa la discografia di uno dei migliori e più sottovalutati metal act di tutti i tempi.

Voto recensore
9
Etichetta: Driven Music Group

Anno: 2010

Tracklist: 01. Hypocrite
02. Take
03. The Cold
04. Black Cloud
05. Blackened Eyes Staring
06. Better Off Dead
07. Falling Short
08. Always
09. K.Y.A.
10. Secret Life
Sito Web: http://myspace.com/fandj

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. AL Laghi

    Ottima e ragionata opinione, concordo con tutto tranne che su Dreams of death ( che a parer mio rimane un disco di classe e intelligenza, vedere “bathing in red”), ma che comunque nn toglie nulla alla classe del combo statunitense, da piu’ di 20 anni sempre sugli scudi!

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  2. Roberto

    Finalmente una bella recensione. Thrash, non thrash….è puro metal ed è ciò che volevo. Un album molto ammorbidito rispetto ad altre produzioni della band, ma il risultato è meraviglioso. Probabilmente siamo di fronte al miglior album del 2011. Un misto di Power e progressive (alla Queensryche), misto a piombo thrash. Duro e raffinato.
    La tripletta formidabile è data dai brani THE COLD; BLACK CLOUD; BLACKENED EYES STARING. Ma altri brani svettano alti: HYPOCRITE; TAKE; BETTER OFF DEAD;SECRET LIFE.
    I F&J non avranno mai attirato le masse, ma io li ho sempre amati e ammirati.
    Roberto

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