Squealer – Recensione: The Circle Shuts

Dopo la scomparsa del cantante fondatore della band, Andy Allendorfer avvenuta nel 2005, gli Squealer sono diventati un’altra band, questo è poco ma sicuro e “The Circle Shuts” ne è la conferma. Se negli anni novanta la band manteneva salde le sue radici con l’heavy power tedesco (ma anche americano), ora anche gli Squealer si sono fatti ammaliare dalle ultime tendenze. Il trittico iniziale non è niente di più che una discreta prova di thrash moderno (Darkane e via dicendo, un po’ meno estremi). Con “Grey” si ritorna per fortuna su territori più tradizionali e classici, ma la noia è dietro l’angolo e canzoni come “These Urges” risultano poco interessanti e banali. Si sente comunque ancora l’influenza di grandi nomi come Judas Priest (Martyrs of the Half Moon) ed anche di nomi come Iced Earth e Metal Church, a cavallo insomma tre thrash ed heavy. Il disco scivola via senza colpo ferire, la tecnica c’è, la produzione pure, ma non c’è niente che renda diverso questo album da le decine di uscite che ormai affollano il panorama del metal moderno. Formalmente è un lavoro buono, senza evidenti debacle, ma da l’idea che gli Squealer abbiano portato a termine nient’altro che il loro compitino, senza metterci un minimo di anima e passione. Proprio la mancanza di queste due caratteristiche fanno di “The Circle Shuts” un lavoro anonimo per quanto discreto. Una domanda allora sorge spontanea, non era meglio concludere tutto nel funesto 2005 e lasciare un bel ricordo della band?

Voto recensore
6
Etichetta: Afm / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. The Source of Ignition
02. Mask of the Betrayer
03. New Saviour
04. Grey
05. Godlike
06. These Urges
07. Thrashers
08. Martyrs of The Half Moon
09. I came For You
10. Once Fallen
11. The Circle Shuts

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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