Seventh Seal – Recensione: The Black Dragon’s Eyes

Gli italiani Seventh Seal, un nuovo prodotto della Steelheart; che si avvalgono tra l’altro dello stesso produttore dei Labyrinth, si presentano con una copertina che farebbe un’ottima figura su un libro della collana di Dragonlance! Infatti, l’immagine di una guerriera in cima a una montagna, sovrastata da un drago dagli occhi fiammeggianti, non è nuova all’immaginario comune, e rappresenta bene lo spirito del gruppo. Il gruppo propone alla nostra attenzione un power / epic di taglio abbastanza classico, la cui particolarità maggiore, o almeno la più immediata, è senz’altro l’impiego di una voce femminile, che se da un lato si mette benissimo alla pari con molti colleghi maschi in quanto a timbrica e a note alte a cui arriva, dall’altra ha comunque una timbrica leggermente “mascolina” nel suo complesso. Un’altra caratteristica portante di ‘The Black Dragon’s Eyes’ sono le lunghe ed elaborate parti strumentali, che alzano notevolemtne la qualità di tutto il lavoro, caratterizzate di solito da alcuni cambi di tempo in rapida sequenza e diversi intrecci che riguardano soprattutto le chitarre, che sono tra l’altro anche lo strumento messo maggiormente in risalto dalla produzione, e che si rifanno molto allo stile neoclassico. Non a caso, si avverte, nel complesso, un certo richiamo a gruppi come gli Stratovarius, che hanno fatto proprio del neoclassico una delle loro caratteristiche distintive, nella maggior parte dei brani. Altri riferimenti a gruppi storici sono bene espressi dalle due cover presenti nel CD, ovvero ‘Thundersteel’ dei Riot e ‘I’m Alive’ degli Helloween. Non mancano comunque, in generale, momenti emozionanti e contraddistinti dalla melodia, come ad esempio l’inizio di ‘Only A Dream’, o ancora di più nella soffusa ‘Nightly Rainbow’, ma complessivamente si ha l’idea di un qualcosa di già sentito altre volte, sia da un punto di vista musicale che dei testi, che si riferiscono ad unicorni, alla luce della luna, all’acqua e alle stelle, ma anche al bisogno di pace e di giustizia. Assolutamente niente di sbagliato, per carità, ma niente che spicchi come un qualcosa di particolarmente innovativo. Ora, se siete fanatici del power / epic, non avete assolutamente niente da temere dai Seventh Seal, ma se non siete grandi appassionati, lasciate pure stare.

Voto recensore
6
Etichetta: Steelhearth / Le Energie

Anno: 2003

Tracklist:

01. The Ways Of The World
02. The Black Dragon’s Eyes
03. Only A Dream
04. Living For Honour
05. Midnight Train
06. Riding The Waves
07. The Unicorn
08.Nightly Rainbow
09. Thundersteel (bonus track)
10. I’m Alive (bonus track)


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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