Cryptopsy – Recensione: The Best Of Us Bleed

L’unica cosa veramente sorprendente di questo “The Best Of Us Bleed” è la sua uscita sul mercato. Che una band certamente valida, ma assolutamente di nicchia, come i Cryptopsy possieda un appeal commerciale sufficiente a trovare un pubblico disposto ad acquistare un raccolta con qualche inedito non era sinceramente nel nostro pensiero. Anche perché la Century Media arriva a pubblicare questo doppio cd a ruota di una nuova uscita discografica che al contrario la band ha reso disponibile in maniera del tutto indipendente e quindi ci ritroviamo in un paio di mesi con da un lato il nuovo “Cryptopsy”, con nuove tracce non comprese in questa raccolta, e un’ulteriore uscita a cui vengono aggiunte tre nuove song e qualche brano di più difficile reperibilità (cover degli Strapping Young Lad, demo version e live).

Sono ovviamente i tre inediti a risvegliare curiosità, ma in realtà si tratta semplicemente di tre discreti brani che non aggiungono molto al repertorio recente della band (sicuramente non il migliore della carriera): “Borden” e “Holodomor” durano poco più di due minuti e alternano come da manuale sfuriate brutali e intrecci di grande perizia strumentale, mentre la più lunga ed elaborata “A Graceful Demise” possiede un feeling più melodico e dissonante che ce la fa preferire alle altre. Sono però composizioni che, pur basandosi sulla grande abilità musicale della band, non riescono a dare un’idea qualsiasi di progressione e finiscono per diventare solo (si fa per dire, vista di che band stiamo parlando) una buona riedizione di uno standard ampiamente conosciuto.

Il reso, come detto, non è nulla più che una compilazione che lasciamo voi decidere se rappresenti davvero il meglio del passato della band o meno. Per come la vediamo noi i Cryptopsy sono una di quelle compagini fondamentali per il genere di cui val la pena possedere la discografica (compreso “The Unspoken King”, che molti sembrano odiare per la sua natura più deathcore), ma anche per questo “The Best Of Us Bleed” rimane probabilmente l’uscita meno importante del lotto.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Century Media

Anno: 2012

Tracklist:

CD 1: “16 Stabwounds” (62:44)
01. Boden [2:51]
02. A Graceful Demise [4:25]
03. Holodomor [2:44]
04. Oh My Fucking God [3:28]
05. Worship Your Demons [2:06]
06. Silence The Tyrants [4:09]
07. The Headsmen [5:14]
08. Carrionshine [3:22]
09. The Pestilence That Walketh In Darkness (Psalm 91: 5-8) [3:26]
10. Endless Cemetery [5:17]
11. We Bleed [6:17]
12. Soar and Envision Sore Vision [3:29]
13. Voice Of Unreason [2:54]
14. Cold Hate, Warm Blood [3:53]
15. White Worms [3:41]
16. Emaciate [5:01]

CD 2: “Bury The Past Alive” (76:13)
01. Phobophile [4:38]
02. Slit Your Guts [4:00]
03. Crown Of Horns [3:57]
04. Defenestration [4:32]
05. Abigor [3:51]
06. Open Face Surgery – Live [4:38]
07. Graves Of The Fathers / Drum Solo – Live [8:09]
08. Shroud – Live [4:28]
09. Born Headless – Live [4:24]
10. Slit Your Guts – Live [5:30]
11. Cold Hate, Warm Blood – Live [4:13]
12. We Bleed – Live [6:02]
13. White Worms – Rehearsal [3:54]
14. Loathe – Rehearsal [5:10]
15. Depths You’ve Fallen – Rehearsal [4:18]
16. Cold Hate, Warm Blood – Rehearsal [4:07]


Sito Web: http://cryptopsy.ca/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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