Sieges Even – Recensione: The Art Of Navigating By The Stars

Dopo alcuni tentativi di rientro avvenuti qualche anno addietro e concretizzatisi nel demo a titolo ‘Equinox’ come entità parallela sotto le mentite spoglie di Looking-Glass Self (c’era un certo Andrè Matos alla voce…) riecco finalmente a noi quei Sieges Even tanto cari ai fan del prog più cervellotico partorito a fine anni ’80.

Il ritorno del chitarrista/co-fondatore Markus Steffen e l’inserimento del nuovo vocalist Arno Menses segnano anche un balzo indietro alle sonorità di ‘A Sense Of Change ‘ rinnegando (ed è un peccato) quasi totalmente la parentesi vissuta con il poliedrico chitarrista Wolfgang Zenk; ‘The Weight’ prova quanto appena affermato con il riff che ritorna anche in altri momenti del CD a sottolinearne l’ensemble compositivo tra arpeggi di chitarra acustica e scariche elettriche improvvise. Il nuovo singer sembra molto dotato tecnicamente ed utilizza linee vocali meno “difficili” dei suoi predecessori ed accostabili spesso agli Yes più ricercati di inizio carriera. L’impressione è che ‘The Art Of Navigating By The Stars’ necessiti di svariati ascolti per essere apprezzato a dovere…anche perché una volta entrati in sintonia con quanto fuoriesce dagli speaker il coinvolgimento diventa totale e ci riferiamo in particolare a tracce come ‘Lighthouse’, ‘The Lonely Views Of Condors’ e ‘To The Ones Who Have Failed’ (quest’ultima vicina ai Fates Warning per i passaggi più metal). I ritmi sono spesso lenti e riflessivi e ciò è una novità per una band che ha sempre fatto della frenesia ritmica la propria peculiarità; proprio i fratelli Holzwarth sembrano come al solito in grado di “guardare dall’alto” chiunque si ritenga un buon bassista o batterista…valga la parte centrale di ‘Ubreakable’ come esempio principe. Steffen di par suo esegue pochi solos spesso nella vena di Alex Lifeson per concentrarsi maggiormente sui ricami in background.

Nonostante tutte queste “belle parole” resta il fatto che l’album non “esplode” ritmicamente come molti fan attendevano e i Sieges Even ancora una volta si confermano musicisti alieni al ricercare il benché minimo appiglio alla facilità d’ascolto; il prendere o lasciare questa volta sorge davvero spontaneo e l’album pur essendo “non per tutti” risulta essere una vera e propria opera d’arte non descrivibile con semplici parole. Intervista a OLIVER HOLZWARTH

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. INTRO: Navigating By The Stars
02. SEQUENCE I: The Weight
03. SEQUENCE II: The Lonely Views Of Condors
04. SEQUENCE III: Unbreakable
05. SEQUENCE IV: Stigmata
06. SEQUENCE V: Blue Wide Open
07. SEQUENCE VI: To The Ones Who Have Failed
08. SEQUENCE VII: Lighthouse
09. SEQUENCE VIII: Styx


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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