Koroded – Recensione: The Absurd Beauty Of Being Alone

I tedeschi Koroded suonano come una mescolanza tra metal di ispirazione moderna alla Machine Head, death metal nordico e hardcore melodico. Riescono a unire stilemi di generi diversi in una macchina aggressiva e versatile, capace di suscitare moti emotivi, certamente preparata e tecnicamente promettente sul piano del songwriting: ma dimenticano la necessità di un’identità sonora veramente distintiva, perdendosi nella ricerca di quante più influenze incorporabili. Nell’epoca della sovrabbondanza di offerta, degli ascolti affrettati e del colpisci e fuggi a tutti i costi, Koroded ha scelto la strada apparentemente valida ma discutibile della varietà sopra tutto. Nel corso dell’album i pezzi variano notevolmente per aggressività, scelte melodiche e groove, tradendo il desiderio di fare emergere versatilità e molteplici influenze. Il ruolo delle chitarre negli shift di stile rimane centrale per tutto l’album. Nel processo, però, si perde di vista la costruzione di un suono e di una visione capaci di dare al gruppo un’identità reale e caratterizzante. Pezzi come ‘Blowback’ e ‘Choke on You’ hanno chiara matrice death svedese, con i growl bassi di genere messi in primo piano, mentre brani come ‘Unbreakable’ e la maggior parte di quelli che compongono l’album sembrano debitori dell’ensemble di Flinn, con maggiori attenzioni al rumorismo e alle ritmiche e concessioni più aperte al cantato melodico. In alcuni casi, come nella title track, si verificano buoni tentativi di incorporare un songwriting complesso e dotato di strumenti eterogenei, inclusi campioni. In altri casi, è la dimensione hardcore a prendere il sopravvento, con l’usuale commistione di melodia e growl urbani e pezzi che, come Crisis e Slice My Skin, attingono anche a stilemi e attitudine post-grunge. Pur nella varietà degli stili attraversati, il songwriting rimane di ottimo livello, come del resto l’esecuzione. Ma una band dovrebbe tentare innanzitutto di astrarsi idealmente dalle influenze per costruire un’identità propria. Se Koroded non presta attenzione a questa dimensione, rischia di rimanere una camera di echi molteplici, coinvolgenti e animosi, ma dispersi presto in varie, forse troppe, direzioni.

Voto recensore
6
Etichetta: Silverdust / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01. Blowback
02. Unbreakable
03. T.AB.O.B.A.
04. Infestatio
05. Crisis
06. Choke on you
07. Slice my skin
08. Move On
09. In the name of...
10. Flatline
11. Words are spoken

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