Testament: Live Report e foto della data di Trezzo sull’Adda

“A tutti i nostri amici e fan in Europa…. Con grande tristezza, dobbiamo purtroppo annullare il tour europeo che doveva iniziare settimana prossima.” Exodus 

“A seguito della cancellazione dell’intero tour europeo da parte di Exodus, Fleshgod Apocalypse apriranno la data di Testament” 

“Alex Skolnick è costretto a dare forfait per le prime date del tour, a causa di problemi in famiglia” 

…e nonostante tutto, sold out.

Iniziamo da qui perché non era affatto scontata una partecipazione così massiccia come quella dell’uno giugno al Live Music Club Trezzo sull’Adda, e invece il pubblico non solo ha risposto alla grande, ma era presente in massa già durante il concerto dei Fleshgod Apocalypse, sostenendo la band italiana dalla prima all’ultima canzone!

Ma andiamo con ordine; questa sera, sul palco del Live Music Club, si sono alternate tre band, un evento imperdibile per tutti gli amanti del thrash metal old school, con l’unica tappa italiana del Titans Of Creations – European Tour, che vede salire sul palco i californiani Testament, in veste di headliner, i canadesi Voivod, che celebreranno i quaranta anni di attività e i “nostri” Fleshgod Apocalypse.  Come sappiamo questo evento ha avuto come premesse diverse difficoltà, a partire dalla defezione degli Exodus, per i problemi familiari accorsi al leader della band, Gary Holt, che sono stati così costretti ad annullare non solo la data italiana ma l’intero tour. Successivamente anche uno dei due chitarristi dei Testament, Alex Skolnick, ha dovuto rinunciare al tour, anch’egli coinvolto in una delicata emergenza familiare, il quale è stato sostituito da Phil Demmel dei Vio-Lence e che in passato ha militato nei Machine Head.

FLESHGOD APOCALYPSE

Si inizia a far sul serio, con la band symphonic death metal made in Italy, attiva da quindici anni, e ben cinque album pubblicati. Il pubblico si scalda immediatamente, grazie all’ ottima prova del frontman Francesco Paoli e soci.
La band umbra quest’oggi ha messo in campo una grande grinta e determinazione nel dimostrare il proprio valore, davvero encomiabile, e per l’occasione si è esibita con una formazione incredibile a partire dalla potenza canora di Veronica Bordacchini, voce soprano, per continuare con il carisma di Francesco Paoli, costretto per l’occasione a prendere in mano le quattro corde al posto della chitarra, per far fronte alla assenza dello storico bassista Paolo Rossi, e poi Francesco Ferrini al pianoforte, e via via tutti gli altri componenti della band. I Fleshgod Apocalypse, con i loro costumi di scena ottocenteschi, hanno a disposizione circa 40 minuti in cui suoneranno nove canzoni, con maggior spazio a brani tratti dall’album “Agony”. Il pubblico del Live è entusiasta di ciò che sta avvenendo sul palco, e quando Francesco al microfono dice: “So che molti si aspettavano gli Exodus, ed è una rosicata!” dimostra di essere comunque soddisfatto, in particolare sulla conclusiva “The Forsaking”, in cui si crea anche un wall of death

Insomma: professionisti veri, e un grazie di cuore va agli organizzatori e alla Vertigo che sono riusciti in poco tempo a sostituire gli Exodus con i Fleshgod Apocalypse.

Setlist:
Fury
Healing Through War
Sugar
Minotaur (The Wrath of Poseidon)
No
The Violation
The Fool
The Egoism
The Forsaking

VOIVOD


Ed eccoci giunti ad uno dei momenti più attesi della serata. Dopo un veloce cambio ci palco è il momento dei Voivod, mitica band canadese che dall’alto dei suoi 14 album pubblicati, ha scritto pagine importanti della storia del thrash metal. Un breve check da parte dello staff conduce rapidamente all’esibizione della band del Québec, il pubblico acclama a gran voce gli artisti, che fanno il loro ingresso sul palco, ed è subito devastazione con “Killing Technology“! Durante il live ascolteremo una serie di brani estratti da gran parte la carriera del gruppo, includendo tre brani tratti da “Synchro Anarchy“, mentre le restanti nove canzoni vengono estrapolate ognuna da un album diverso, in modo tale da poter ripercorrere in lungo e largo l’intera discografia della band di Denis Bélanger.

Se “Killing Technology£ inizia a far scatenare a dovere il pubblico le seguenti “Obsolete Beings”e “Synchro Anarchy” non stanno certo a guardare. Intanto sul palco è un esplodere di luci rosse, che rendono l’atmosfera ancora più “brutale”.

I Voivod potevano vantare un gran numero di fans tra il pubblico che non hanno fatto mancare il loro calore. La performance scorre tra un headbanging e l’altro e Denis Bélanger non si risparmia dall’incitare il pubblico. Seguiranno altri brani iconici come “Rise” e “Rebel Robot”, senza dimenticarsi di “Thrashing Rage”. “Fix My Heart” è l’ultimo pezzo prima del gran finale con cui si conclude lo show, la celeberrima “Voivod” datata 1984, cui seguono i ringraziamenti della band.

Setlist: 

Killing Technology  

Obsolete Beings  

Synchro Anarchy  

Macrosolutions to Megaproblems  

Rise  

Rebel Robot  

Thrashing Rage  

Holographic Thinking  

Sleeves Off  

Pre-Ignition 
Fix My Heart
Voivod  

TESTAMENT

Giochi di luci e fumo che invade il palco da ogni angolo accompagnano l’ingresso sul palco di Chuck Billy e compagni sulle note della intro “Catacombs”, mentre spetta alla devastante “Rise Up” dare il via alla serata, seguita dalla doppietta “The New Order” e “The Preacher”, che scatenano l’headbanging del pubblico che ha riempito il Live Music Club

La band si presenta su un palco in cui non si sprecano lunghe fiammate e fumi ai lati della batteria posizionata in altro con alle spalle una serie di teschi, pentagoni rovesciati, e il logo della Chiesa di Satana, il tutto avvolto da luci rosse che sovrastano la scena e rendono lo stage un luogo infernale. La scaletta prosegue e si arriva ad altri due brani micidiali, “Children Of the Next Level” e soprattutto “Practice What You Preach“. Intanto il pubblico nelle prime file è ormai incontenibile, non credo di aver mai visto così tanto crowd surfing in appena cinque canzoni, e come se non bastasse arriva “The Pale King“, seguita dalla bellissima “D.N.R. (Do Not Resuscitate)” tratta dall’album “The Gathering”, così come la seguente “3 Days In Darkness“.

Segue un salto temporale che ci riporta al 1987 l’album è il leggendario “The Legacy”, il brano è “The Haunting“. Tocca poi a una violentissima “Night Of The Witch“, tratta da “Titans of Creation”, l’ultimo album dei Testament, da cui prende anche il nome di questo tour.  In scaletta troviamo 15 canzoni,  con l’album “The New Order” a farla da padrone con ben quattro brani, mentre dall’ultima fatica troviamo solo le già citate “Night Of The Witch” e “Children Of The Next Level”.
La setlist è stata a dir poco distruttiva! Quasi novanta minuti di caro buon vecchio Thrash Metal made in California, pezzi immortali degli anni d’oro, ben mescolati con le canzoni più recenti tratte dal lungo repertorio della band. 

La band è davvero carica. Chuck Billy ce la sta mettendo tutta per rendere al meglio e si vede davvero, supportato da un Eric Peterson in serata di grazia, supportato come sempre al meglio da Steve DiGiorgio e Chris Dovas. Il pubblico è ormai in delirio, e ogni brano, dal più vecchio al più recente, è cantato a memoria da chiunque non sia impegnato a pogare. Lo spettacolo continua inesorabile ed ecco arrivare gli ultimi colpi in canna, “More Than Meets the Eye” e “The Formation Of Damnation“, prima del consueto encore che vedrà un trittico devastante che inizia con la gloriosa “Over The Wall“, che farà esplodere il pubblico di felicità! Seguono l’intramontabile “Into The Pit” e “Disciples Of The Watch“, cui spetta dare il colpo di grazia finale facendo letteralmente esplodere il Live Music Club


Setlist:
Catacombs (Intro)
Rise Up
The New Order
The Preacher
Children of the Next Level
Practice What You Preach
The Pale King
D.N.R. (Do Not Resuscitate)
3 Days in Darkness
The Haunting
Night of the Witch
More Than Meets the Eye
The Formation of Damnation
Over the Wall
Into the Pit
Disciples of the Watch

Fabio De Carlo

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Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie le capitano Europe e Bon Jovi, ma è con gli Iron Maiden prima e Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, non ci sono mai salito, ma ho iniziato presto coi concerti, Monsters of Rock 88. 
La passione per la fotografia arriva più tardi, nei primi anni 2000. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

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