Blaze – Recensione: Tenth Dimension

Si ripropongono le coordinate di ‘Silicon Messiah’, si prosegue sulla medesima via. Il bravo Blaze (quando un Harris non ne intende stravolgere le capacità), a suo agio, propone il secondogenito metallaro della propria nuova vita. Pesta classico e bene, mai banale nelle costruzioni sia dei riff che delle melodie vocali, attanaglia e procede, massiccio, attraverso dodici momenti incandescenti. La canzone che dà il titolo al lavoro incarna perfettamente la strada intrapresa dalla band, cadenzata, feroce, con il suono-Sneap di consolle che fumigano, tenebroso e incessante, sempre in discesa puntando agli inferi. Un disco di metallo classico che da tempo non usciva dalle casse, finalmente! E finalmente un disco di “metallo ignorante” nella più seria accezione del termine: sanguigno e passionale, tanto da far impallidire la scialbetta prova degli ex compagni così come fu per ‘Silicon Messiah’. Lanciata a velocità folle, ‘Leap Of Faith’ rappresenta l’altro picco del disco che comunque si mantiene su coordinate decisamente interessanti, tese a strappare lo scettro della creatività a molti più blasonati colleghi (ed ex compagni?). Si respira l’aria della tradizione, ma non è aria viziata, piuttosto fresca come nella lunga ‘Meant To Be’, esempio di congiunzione fra la ballata e la tensione a tutto campo. Le novità non mancano, come nella rivoluzione sonica di ‘Land Of The Blind’, rilanciata a partire dalle coordinate metal per andare un po’ più in là, ma sapiente e saggia per non discostarsi del tutto dalla tradizione. Un disco da non prendere a cuor leggero, consigliato a tutti coloro che hanno lamentato un piattume considerevole in ambito classico, a coloro che tutto sommato sono rimasti delusi da un paventato capolavoro mancato (e di molto) come ‘Brave New World’ ed hanno sete di chitarre, di metallo si tradizionale ma non banale o rubato a caso fra centinaia di altri dischi, oscuro quanto basta, lo scettro a questo giro, è di Blaze, giù le mani e rimboaccarsi le maniche per tutti gli altri. Noi entriamo nella decima dimensione per rimanerci almeno sino a quando qualcuno riuscirà ad indicare la via d’uscita.

Voto recensore
7
Etichetta: Spv / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Forgotten Future / Kill And Destroy / End Dream / The Tenth Dimension / Nothing Will Stop Me / Leap Of Faith / The Truth Revealed / Meant To Be / Land Of The Blind / Stealing Time / Speed Of Light / Stranger To The Light


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