Taste – Recensione: Moral Decay

Ci fanno fare un viaggio nel tempo i Taste: “Moral Decay” è il loro secondo album, ed ha grossomodo in questa caratteristica – coordinate musicali da ricercare in un’altra era musicale – gli stessi pregi e difetti del lavoro d’esordio. Puro AOR imperniato sui sintetizzatori e su melodie orecchiabili, in un’operazione-nostalgia che ricorda vagamente quella dei sottovalutati australiani White Widdow. Rispetto a questi, la proposta musicale dei fratelli Christoffer e Felix Borg (che suonano tutti gli strumenti e cantano) è forse più superficiale e in “Moral Decay” le composizioni non sempre sono all’altezza. Christoffer, tra il debutto e oggi, è transitato pure per gli Art Nation, più aggressivi e d’impatto.

Tra i pezzi più efficaci la magnetica “Dangerous”, la diretta “Rainbow Warrior” infarcita di tastiere fin quasi all’imbarazzo, il mid-tempo “The Fire Inside”, la gloriosa “We Are Back”, opportunamente scelta come singolo per trainare (si fa per dire, purtroppo, visto lo scarso appeal commerciale del genere oggi) l’album. Ma è la più articolata e sognante “Lost In Myself”, a dire il vero più pop che rock, che rappresenta il miglior momento di “Moral Decay”, quello cioè in cui la magia della rievocazione di un’epoca riesce nel migliore dei modi.

Nel complesso, un album a lunghi tratti gradevole che fila via liscio, non risentendo molto della presenza di qualche filler di troppo. Non all’altezza del debutto – manca in particolare quella vena malinconica così tipica delle band scandinave – ma nemmeno da disprezzare.

Voto recensore
6,5
Etichetta: AOR Heaven

Anno: 2018

Tracklist: 01. On The Run 02. Alive 03. Dangerous 04. On My Shoulder 05. Rainbow Warrior 06. The Fire Inside 07. Adventureland 08. Moral Decay 09. My Own Worst Enemy 10. Lost In Myself 11. We Are Back 12. Sixteen Years 13. More Than A Thousand Charades
Sito Web: https://www.facebook.com/Tasteswe/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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