Paradox – Recensione: Tales Of The Weird

Sarà che sono tedeschi e non fanno il classico speed-thrash crucco, sarà che dopo due album validissimi negli anni ottanta sono spariti dalla scena per oltre dieci anni e poi ne hanno impiegati altri otto a dare segni di vita dopo “Collision Course”, ma alla fine i Paradox sono la classica band che non ha mai raccolto i frutti di una qualità artistica che non ha mai mostrato veri cedimenti.

Tornano oggi con il terzo album in cinque anni, la miglior media della loro carriera, e lo fanno con un lavoro che mostra tutta l’abilità che abbiamo imparato ad apprezzare e che si propone come una delle uscite dell’anno in ambito speed metal.

Vero che con tutta probabilità la concorrenza non è esattamente quella del 1988, ma “Tales Of The Weird” non teme confronti e addirittura si presenta con un brano d’apertura dalla durata epica (più di nove minuti) che mostra cambi di tempo, melodia, velocità e gusto inappuntabile per l’arrangiamento. Riff che schiacciano sull’acceleratore, chitarre acustiche, ritornelli aperti, assoli e senza che nemmeno ve ne accorgiate sono passati nove minuti. Se non è classe questa…

“Day Of Judgment” attacca invece subito alla giugulare, con un riff serrato degno del miglior thrash anni ottanta e la solita ritmica arrembante. Lo stacco mosh a metà funziona solo dal preludio per l’ingresso nella parte strumentali ricca di assolo e un finale al fulmicotone ci fa capire quanto i Paradox siano oggi decisamente in forma. “Brutalized” e la più melodica ed elaborata “Fragile Alliance” completano un filotto di song che non mostrano una sbavatura e che ancora una volta esprimono un gusto notevole nelle parti soliste eseguite dal virtuoso Christian Münzner (Obscura, ovviamente).

Si tratta questa di un aggiunta in line-up che pesa non poco nell’economia del disco, anche se dubitiamo che il nostro abbia messo mano anche alla stesura delle composizioni che rimangono sempre piuttosto legate allo stile che i Paradox ci hanno abituato ad ascoltare sin dai tempi del bellissimo “Heresy”.

A questo punto sarebbe quasi lecito aspettarsi qualche canzone più canonica o semplicemente meno azzeccata, ma a questo giro Charly Steinhauer e compagni non ne vogliono sapere di mollare anche solo per qualche minuto e il resto della scaletta si dimostra all’altezza dello splendido inizio, con tracce sempre piuttosto eterogenee e comunque mai prive d’impatto e fluidità.

Gli oltre sette minuti di “Brainwashed” scorrono infatti con grande scioltezza, subito dopo il riffing ricco di groove di “Slashdead” colpisce nel centro e prepara ad un finale perfetto aperto dalla strumentale e malinconica “Zeitgeist” e chiuso dalla vorticosa brutalità di “The Downward Spiral”.

Un disco ottimo e trascinante, duro e variegato, complesso e mai cervellotico… quello che ci vuole per godersi le festività prima della nuova stagione musicale. Horns up!

 

Voto recensore
8
Etichetta: AFM Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Tales Of The Weird
02. Day Of Judgement
03. Brutalized
04. Fragile Alliance
05. Slashdead
06. Drowning In Lies
07. Zeitgeist
08. Escalation
09. Brainwashed
10. The Downward Spiral


Sito Web: https://www.facebook.com/paradoxthrash

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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