Tag: Sludge Metal

Sourvein – Recensione: Aquatic Occult

“Aquatic Occult” è il quarto album in studio dei veterani Sourvein, istituzione ultra-ventennale nel panorama sludge americano autrice di pochi  full-length ma dalla discografia disseminata di Ep e collaborazioni. La creatura del grezzo cantante e chitarrista T-Roy (unico membro rimasto dalla formazione originale), torna cinque anni dopo “Black...

Sinistro – Recensione: Semente

“Semente” è il secondo studio album dei portoghesi Sinistro, band fresca di contratto con Season Of Mist, che evidentemente ha deciso di investire sulle potenzialità di questi eclettici musicisti. L’ensemble comprende alcuni membri ed ex membri dei punk rockers We Are The Damned e del gruppo grindcore degli...

Lightsucker – Recensione: Zammal

“Zammal”, debut album dei finlandesi Lightsucker, vede la luce in questi giorni su Argonauta Records. La label genovese investe su questo compatto quartetto nordeuropeo, alle prese con uno stoner metal granitico e sporco che tanto spesso flirta con lo sludge più claustrofobico. I Lightsucker potrebbero infatti piacere a...

Hollow Leg – Recensione: Crown

Il rooster di Argonauta Records, etichetta con un ottimo gusto nello scoprire nuove realtà nel settore del doom metal e derivati, si arricchisce dei floridiani Hollow Leg, una band che arriva con “Crown” alla sua quarta prova in studio. Il four-piece di Jacksonville propone uno sludge/doom sporco e...

Black Cobra – Recensione: Imperium Simulacra

Gli americani Black Cobra tagliano il significativo traguardo del quindicesimo anno di attività e tornano sul mercato discografico con “Imperium Simulacra”, quinto album in studio del two-piece dedito a un caratteristico sludge metal sporcato di punk-hardcore. In occasione del nuovo album, Jason Landrian (chitarra, voce) e Rafael Martinez...

Hemelbestormer – Recensione: Aether

“Aether” è l’opera prima degli Hemelbestormer,  un progetto interessante che riunisce quattro musicisti attivi nell’underground estremo del Belgio, ovvero Jo Driesmans (chitarra), Filip Dupont (synth), Kevin Hensels (basso) e Frederik Cosemans (batteria). Il four-piece dà vita a un platter composto da quattro suites di lunga durata (in media...