Dream Theater – Recensione: Systematic Chaos

Come dimostrato dalla lunga serie di e-mail, sia di condivisione che di protesta, ricevute in occasione della mezza stroncatura del precedente ‘Octavarium’ risulta chiaro come i Dream Theater siano una band che divide i sentimenti dei metal fan tra l’adorazione e l’odio sfrenato. Dopo una serie di album che ci hanno permesso di metabolizzare la proposta del gruppo di Long Island in questo nuovo millennio affrontiamo l’uscita di un nuovo lavoro consapevoli dei presumibili connotati stilistici che ci troveremo di fronte: schitarrate violente, vocals aggressive ed un generale appesantimento del sound non ci coglieranno più impreparati anche grazie, come vedremo in seguito, ad una qualità media dei pezzi meglio amalgamata e comunque migliorata.

L’incipit di ‘In The Presence Of Enemies’ (song che in realtà è una suite di 25 min. divisa in due parti) è già abbastanza particolare dato che inizia con la parte solistica strumentale (normalmente inquadrata a centro canzone) risultando di fatto costruita al contrario. È innegabile un corposo ritorno alla melodia (come evidenziato anche dalla successiva ‘Forsaken’) anche se gli exploit solistici del Petrucci più ispirato sono solo un pallido ricordo: non vogliamo assolutamente vivere di ricordi ma sottolineare un dato di fatto mantenendo una posizione obiettiva fondata sulle ultime prove del nostro con la sua band e nel progetto G3. ‘Constant Motion’ rinvigorisce l’ambiente ripescando il dark mood di ‘Train Of Thought’ mentre le più che valide ‘The Dark Eternal Night’ (ecco rispuntare malcelati riferimenti ai Metallica come lo fu ad esempio una ‘As I Am’) e ‘The Ministry Of Lost Souls’ avrebbero avuto una collocazione più che dignitosa su ‘Scenes From A Memory’ (forse il lavoro più accostabile a ‘Systematic Chaos’); la lenta ‘Repentance’ pur non brillando per trovate musicali va a ricollegarsi liricamente alle varie sottoparti di ‘The Glass Prison’, ‘This Dying Soul’ e ‘The Root Of All Evil’ dove Mike Portnoy affronta il difficile argomento del “metodo dei 12 passi” (cioè quello utilizzato dagli alcolisti anonimi) anche se non sappiamo quanto ci sia di autobiografico. A ‘Prophets Of War’ la palma di punto più basso del CD con i suoi rimandi a Muse e Queen già presenti in abbondanza proprio sul debole ‘Octavarium’; la verve dei nostri sembra, nonostante alcuni inevitabili angoli da smussare, comunque ritrovata dato che il nuovo lavoro (disponibile tra l’altro anche in special edition con il mix 5.1 + un documentario sul making of della notevole durata di 90 min.) convince sicuramente più delle due ultime fatiche da studio e per ciò potrebbe aver influito non poco il recente passaggio alla scuderia Roadrunner.

Con una band come i Dream Theater è abbastanza facile magnificare questo o quel passaggio strumentale oppure ridurre la recensione ad un poco interessante elenco di riferimenti ad altri gruppi, ma abbiamo cercato di trattenerci spulciando solo lo stretto necessario per inquadrare l’album; potete infatti immaginare da soli quanta carne al fuoco possa esserci in 78 min. di musica e come i momenti deboli possano ancor di più passare in secondo piano. Dopo i numerosi ascolti necessari a valutare degnamente ‘Systematic Chaos’ la sentenza definitiva rimane nelle vostre mani!

Voto recensore
7
Etichetta: Roadrunner / Warner

Anno: 2007

Tracklist:

01. In The Presence Of Enemies Pt. 1

02. Forsaken

03. Constant Motion

04. The Dark Eternal Night

05. Repentance

06. Prophets Of War

07. The Ministry Of Lost Souls

08. In The Presence Of Enemies Pt. 2


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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