Metallus.it

Suzi Quatro – Recensione: No Control

Continua a scrivere e suonare nuova musica Suzi Quatro, magari lontana dai riflettori e dalla ribalta ma con immutato entusiasmo. Forse perché di mezzo, sia in fase compositiva che di registrazione, c’è Richard Tuckey, figlio avuto nel primo matrimonio, e la combinazione a larghi tratti funziona.

L’opener è esplosiva e riporta subito alla ribalta l’epoca gloriosa della sua carriera, il ritmo di “Going Home” è quello di un treno in corsa: quale modo migliore per entrare nel mood di un album che senz’ombra di dubbio trasuda vitalità, idee, voglia di mettersi ancora in gioco? Assorbendo come una spugna esperienze, contaminazioni, ricordi, stimoli…c’è sempre quella vena pop, ma ci sono pure la passione del blues e il respiro del soul che fanno capolino qua e là. Ciò non toglie che non possa incappare in qualche episodio non riuscito, vedi l’imbarazzante pezzo da balera “Love Isn’t Fair” o la fuori-tempo-massimo “Macho Man”, seppur questa con l’attenuante dell’ironia. Fra i pezzi più riusciti, la classe di “Easy Pickings” con il suo ipnotico riff, i fiati che amplificano l’eleganza e le sinuosità di “Strings”, il calore di “Bass Line”, l’andatura scanzonata e irresistibilmente démodé di “I Can Teach You To Fly”. Non siamo ai livelli del più coeso “In The Spotlight” del 2011, ma a ciò Suzi Quatro rimedia con la sorprendente varietà di questa sua nuova proposta musicale.

“No Control” sicuramente mette bene in mostra l’invidiabile freschezza e curiosità di una musicista vicina ai settant’anni, che anziché sedersi sulla propria fama o ritirarsi ha deciso di rimettersi in gioco: la qualità compositiva altalenante riduce il potenziale dell’album, non il giudizio su un’artista che ha tanta voglia di continuare a stupire.

Exit mobile version