Ingested – Recensione: Surpassing The Boundaries Of Human Suffering

Brutal as a very brutal thing! Gli inglesi Ingested possiedono la rara dote di costruire trame dalla brutalità esemplare senza perdere di vista il formato canzone. Un’ alchimia ottenuta enigmaticamente, un po’ come riuscire a poetare anagrammando. Si, perché in fondo gli elementi a disposizione restano sempre gli stessi e piazzare una sequenza di riff tenebrosi e rozzi, stacchi ritmici granitici e improvvise accelerazioni è in fondo quello che fanno tutti. Gli Ingested sono semplicemente un poco più bravi di altri ad accostare questi elementi. E’ così che un brano come "Compremesis" avvolge e conquista con la sua macilenta marcia verso l’inevitabile, mentre una vera perla come "Skinned And Fucked" sarebbe capace di farsi canticchiare per strada se non fosse che si rischierebbe l’arresto. Si respira ovunque puzza di decomposizione e "Surpassing…" fa a più riprese l’effetto raccapricciante di una chiazza vomito rappreso. Ed è forse questo che riesce conturbante (ovviamente solo per chi nutre una certo gusto deviato): gli Ingested creano musica concentrandosi sulle sensazioni, mentre molti danno l’impressione di limitarsi ad accorpare asettiche partiture ritmiche. Se i vostri interessi musicali incrociano band come Disgorge, Gorerotted e primi Cannibal Corpse, avete trovato di che nutrirvi in questo periodo.

Voto recensore
7
Etichetta: Siege Of Armada / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Skinned and Fucked 03:57
02. Contorted Perception 03:08
03. Copremesis 04:11
04. Intercranial Semen Injection 03:36
05. Stillborn 03:53
06. Pre-Released Foetal Mush 03:13
07. Cremated Existence 03:22
08. Condemned to Rape 03:36
09. Anal Evisceration 04:34

Sito Web: http://www.myspace.com/ingesteduk

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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