Dynamic Lights: Suoni In Movimento – Intervista

Per prima cosa vi chiedo di presentare la band, facendo riferimento ai punti più salienti della carriera dei Dynamic Lights.

“I Dynamic Lights nascono nel 1997 e da subito si dedicano alla creazione di pezzi propri e ad un’intensa attività live, ma è nel 2005 che il gruppo debutta con il full length album intitolato ‘Shape’ e pubblicato dalla label olandese DVS Records. In questi anni il quintetto ha registrato un demo intitolato ‘Night Lights’ (1999), un EP chiamato ‘Resurrection’ (2002) ed ha suonato assieme a band affermate come Pain Of Salvation, Shaaman e Lacuna Coil. Ad Aprile, per promuovere ‘Shape’ i Dynamic Lights hanno preso parte ad un tour Europeo con Tomorrow’s Eve e Nightingale, suonando in Danimarca, Germania e Olanda. Tanti piccoli avvenimenti hanno segnato la crescita della band che può contare su un organico molto unito ed affiatato.”

Presentatevi ora uno per uno, i vostri ruoli nella band e le vostre principali influenze.

“Matteo è il cantante dei Dynamic Lights, ha influenze che spaziano dall’hard rock melodico (Mr. Big) al progressive (Freak Kitchen, Symphony X ecc) passando per il soul ed il jazz. Marco è l’addetto alla chitarra: ascolta musica a 360 gradi (come tutti nei DL!), ha studiato vari generi ed ama in particolar modo il progressive (rock/metal), il metal ricercato e particolare (Meshuggah, Cynic, Death, Opeth, ecc…) l’hard rock (Glenn Hughes e Harem Scarem) e la fusion moderna. Simone, batterista, è cresciuto studiando jazz e fusion, ma ha anche suonato death ed ora nel progressive trova lo spazio necessario per riversare tutte le sue esperienze. Raffaele, il bassista della band, pur avendo un passato nel crossover (RATM) attualmente ascolta elettronica, world music (Peter Gabriel) ed ama i dischi “ben prodotti”. Infine Giovanni, tastierista/pianista, è diplomato al conservatorio ed è quindi legato a vari compositori di musica classica, sia moderni che non (Scriabin, Debussy, Beethoven ecc), ma ha sempre suonato anche rock e da qualche anno si è aperto al progressive in tutte le sue sfumature.”

Come descrivereste ‘Shape’ ai nostri lettori? Quali sono a vostro parere i suoi maggiori punti di forza?

” ‘Shape’ è un album vario, molto caldo ed espressivo, che spesso si spinge fuori dagli schemi classici del progressive moderno: i suoni molto naturali, infatti, lasciano spazio all’interpretazione strumentale e alle dinamiche, aspetti che le band prog metal moderne spesso trascurano a vantaggio di suoni estremamente potenti e freddi. Al suo interno si sposano molti generi differenti dando vita ad un mix che speriamo risulti originale e fresco, e che dovrebbe trasmettere la nostra passione per la musica e per la ricerca sonora.”

Quali song ritenete essere le meglio riuscite e perché?

“Ogni pezzo ha un suo significato, delle caratteristiche che lo contraddistinguono ed è per noi “unico” e non paragonabile agli altri. La opener ‘In The Hands Of A Siren’ è una canzone intensa e struggente, con un importante ruolo femminile ad opera di Jamina Jansson che si accosta a quello maschile interpretato da Matt. ‘Between Two Parallels’ è forse il momento più ricercato dell’album, con tempi e ritmiche intricate, e soluzioni imprevedibili. ‘Remembrances’ è un brano potente e profondo, con tematiche riguardanti la memoria e i ricordi, mentre ‘Going To Nowhere’ è la composizione più aggressiva e d’impatto dell’insieme, oltre che una delle più tecniche. ‘One Thousand Nothing’ è un classico pezzo prog che mescola diverse atmosfere con lunghe parti strumentali e ritornelli molto coinvolgenti mentre ‘The Big Show’ è un brano che mescola aggressività e impatto a una forte dose di melodia andando a trattare temi abbastanza impegnati. Le due “brevi”, infine, ‘Density’ e ‘Connecting’ hanno ruoli fondamentali e diversi: la prima spezza le atmosfere più heavy e propone un bel lavoro incentrato sul pianoforte mentre la seconda introduce con sonorità acustiche e leggere, il gran finale.”

Come siete entrati in contatto con Jamina Jansson, già collaboratrice dei progsters Wolverine?

“Diciamo che hanno rivestito un ruolo fondamentale per questa collaborazione l’estro di Matt, sempre alla ricerca di nuove soluzioni, ed un’amicizia in comune: Stefan Zell dei Wolverine. Stefan, infatti, con il quale siamo entrati in contatto ben prima di firmare per la DVS e che con noi è sempre stato amichevole e gentile, è il ragazzo di Jamina ed è stato un tramite eccezionale per far si che questa collaborazione si realizzasse. La voce di Jamina è fantastica per ‘In The Hands Of A Siren’, molto calda, piena e potente, e per quanto fossimo convinti delle potenzialità della singer (eccezionale sul primo album dei Wolverine) il risultato supera ogni più rosea aspettativa.”

Relativamente al background lirico, quali argomenti trattate?

“Non siamo legati ad un particolare concept lirico e non ci sono temi ricorrenti nei nostri brani (almeno per ora). I testi sono vari come la musica e spesso vi è un legame abbastanza evidente tra questi due elementi. L’ispirazione per un testo può nascere da un ricordo, da un’esperienza personale, come da una storia totalmente inventata o da un fatto serio che merita a nostro avviso di essere trattato: dipende tutto dal momento e dallo stato d’animo che si prova quando il testo nasce. Vi è inoltre una sottile linea che unisce il duo musica-liriche anche al concept grafico di ‘Shape’: ogni pagina del libretto (ad opera del nostro bassista Raffaele) ha richiami ai brani che potrete divertirvi a scoprire!”

Se non sbaglio sono in previsione numerosi appuntamenti live, ce ne volete parlare?

“Dal punto di vista dei concerti quest’anno è cominciato nel migliore dei modi per noi: siamo da poco tornati da un tour che ci ha visto supportare Nightingale e Tomorrow’s Eve attraverso Danimarca, Olanda e Germania. E’ stata un’esperienza bellissima e che ci ha lasciato molto sia come persone sia come musicisti ed ora non vediamo l’ora di risalire sul palco in patria. Per la presentazione di ‘Shape’, inoltre abbiamo dato vita al nostro primo concerto acustico e la serata è stata un vero successo. Adesso stiamo lavorando per fissare nuove serate in Italia e speriamo di poter suonare dappertutto! Abbiamo già molti contatti e varie date “possibili” quindi siamo ottimisti. Ad Ottobre, infine, saremo impegnati al prestigioso ProgPower Festival 2005 e non ti nascondo che spesso le nostre fantasie sono già rivolte a quella data dove divideremo il palco con band quali i Pain Of Salvation, gli Epica, i Wolverine e i Pagan’s Mind.”

A mio giudizio una band come i Dynamic Lights, grazie ad un sound melodico e sfaccettato potrebbe interessare anche ad una platea non esclusivamente metal. Voi come la pensate? Quale tipologia di pubblico interviene solitamente ai vostri concerti?

“Penso che la tua sia una giusta considerazione: se alcuni dei nostri pezzi, infatti, sono molto energici e “metal”, tanti passaggi sono tipicamente progressive rock e l’importanza che ha il piano nel nostro sound e la produzione molto calda rendono il tutto digeribile anche ad orecchie meno abituate ai suoni heavy. La cosa non è assolutamente voluta e ce ne siamo resi conto proprio vedendo la risposta alla nostra proposta musicale di “esperti” estimatori del progressive rock dei 70′ e non solo. Questo comunque è per noi motivo di soddisfazione: non nascondo, infatti, che in parte i nostri pezzi sono piuttosto complessi e necessitano di parecchia attenzione, ed è bello vedere che vengono capiti da un audience variegata. Inoltre, anche se non ci sentiamo troppo legati alle band che hanno segnato il progressive nel passato, siamo onorati di essere accostati a loro.”

Oltre agli appuntamenti live, cosa è in previsione per l’immediato futuro della band?

“Utilizzeremo i prossimi giorni per dare a ‘Shape’ la miglior promozione possibile, così come stiamo già facendo, e per trovare il maggior numero possibile di concerti in Italia. In ogni caso l’impegno più importante del nostro futuro è sicuramente quello del ProgPower Festival di Ottobre, che speriamo di poter accompagnare con altre date live in Germania o in Olanda. Nel frattempo stiamo continuando a provare regolarmente per tenerci in forma sui pezzi da proporre dal vivo e allo stesso tempo, per scrivere materiale nuovo che magari utilizzeremo in futuro per registrare.”

A voi l’ultima parola, concludete l’intervista come volete.

“Grazie mille a te per l’intervista e ai lettori che ci hanno sopportato fino a questo punto! Speriamo che il nostro disco vi piaccia, in ogni caso potete scaricarvi degli mp3 sul nostro sito ufficiale che è http://www.dynamiclights.net . Grazie ancora per tutto, speriamo di poterci incontrare in sede live!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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