Suffocation + Enterprise Earth + Sanguisugabogg + Organectomy: Live Report della data di Milano

Sold-out dell’ultimo minuto per l’unica data dei Suffocation in Italia, per una serata all’insegna del death metal nelle sue più disparate sfaccettature, completa e super interessante, contornata da un ventaglio ampio di spettatori: dai ragazzini agli over 50 avvezzi ormai a certi concerti.

ORGANECTOMY

I primi a salire sul piccolo stage milanese sono i neozelandesi Organectomy, con il loro slam brutal death metal. La formazione è sotto la famigerata Unique Leader, bravissima a scovare band estreme, e suona per la prima volta nel nostro Paese, ma è comunque seguita da un buon numero di fan. La loro proposta è solidissima con un fantastico mood sul palco, trascinati dal frontman Tyler e dalle sue movenze esagerate. Veloci, secchi e con un ottimo soundcheck, regalano ai presenti poco meno di mezz’ora di show, ma che mette in luce capacità e tecnica degne di nota. Concerto godibile anche per chi, come il sottoscritto, non bazzica in queste acque, con il culmine del loro set lasciato agli ultimi singoli del 2022: “Concrete” e “Coerced Through Submersion”. Da tenere sotto controllo. 

SANGUISUGABOGG

In perfetto orario seguono gli americani Sanguisugabogg e con loro passiamo a un brutal-death incline al gore. Temi e sonorità della band non mi sono piaciuti tantissimo, senza considerare gli innumerevoli errori alla batteria da parte di Cody Davison, che in più occasioni ha spaccato il ritmo dell’esibizione (con tanto di visi contrariati degli altri membri rivolti verso di lui, nda). Suoneranno otto brani estratti dai vari singoli, E.P. e full lenght che non mi hanno catturato, anche per via di uno stile vocale di Devin non proprio adatto al genere musicale proposto. Ne deriva che personalmente la loro esibizione non mi è piaciuta affatto, troppe cose non hanno funzionato a dovere nonostante comunque i suoni finora si siano mantenuti sopra la media delle esibizioni viste al Legend Club. Se mai dovesse capitare di rivederli, capirò se questa è stata solo una serata storta.

Setlist:
01- Black Market Vasectomy
02- Face Ripped Off
03- Pissed
04- A Lesson In Savagery
05- Mortal Admonishment
06- Necrosexual Deviant
07- Dragged By A Truck
08- Dead As Shit

ENTERPRISE EARTH

Da questo momento però la serata cambia piega totalmente per me. Aspettavo con molto interesse il ritorno sul suolo italiano degli Enterprise Earth, in quanto il concerto tenutosi l’anno scorso è stato sì bello, ma c’erano comunque dinamiche da palco da limare. Cose che, dopo dodici mesi e tanti concerti con la stessa line-up, sono svanite, e la band si presenta al pubblico in una veste incredibile e devastante. Freschi di nuovo disco (uscito il giorno prima dell’evento meneghino, nda) e carichi soprattutto per via di un pubblico caldissimo, sprigioneranno un’esibizione di assoluto prestigio e sicuramente la migliore mai fatta qui da noi. Cominciano subito con una delle tracce migliori del loro ultimo album, “Death: An Anthology”, intitolata “The Reaper’s Servant”, che serve soprattutto a settare al meglio i volumi e far smuovere i primi poghi. L’unica pecca, se così vogliamo chiamarla, è che purtroppo, essendo ufficialmente in quattro componenti, la seconda chitarra è chiaramente registrata, ma poco male perché Gabe non è certo l’ultimo arrivato e infatti non sbaglia una nota nemmeno a costringerlo. Proseguono sempre con “MalevolentForce”, tratta dalla loro ultima fatica, sparando bass-drop da far tremare tutta Milano. L’unica traccia della serata presa dal capolavoro “The Chosen” sarà “They Have No Honor”, e coincide con il momento in cui Travis si spoglia e ci regala gutturals memorabili. Audio davvero spettacolare e una band lanciatissima portano l’esibizione davvero ad altissimi livelli, con tanto di circle pit e poghi con un coinvolgimento totale sia da parte del pubblico che delle altre band, che rimangono dietro gli amplificatori a godersi l’esibizione. Il tris finale è lasciato ai singoli rilasciati prima dell’uscita del disco, brutali e suonati alla perfezione. 
Una band che ha delle qualità stratosferiche e che purtroppo negli anni passati ha sofferto una mancanza di continuità a livello di formazione. Speriamo che ora la situazione si sia assestata e che questa si protragga il più possibile, visti i meravigliosi risultati ottenuti. Ormai definirli death-core è riduttivo, l’ultimo disco lo dimostra, e dal vivo sanno il fatto loro. Speriamo a breve di vederli finalmente headliner.

Recupera QUI l’intervista svolta con loro nel 2023!

Setlist:

01- The Reaper’s Servant
02- MalevolentForce
03- They Have No Honor
04- Death Magick
05- Psalm Of Agony
06- Casket Of Rust

SUFFOCATION

Arriviamo al piatto forte della serata con i paladini del death metal statunitense Suffocation. Vi confesso che c’è poco da dire: scolastici. Dopo trentasei anni di carriera suonano meglio di tutti e lo fanno con una disinvoltura allarmante. Ricky Meyers ormai è parte integrante della band, tanto da essere finalmente dietro il microfono anche nel loro ultimo meraviglioso “Hymns From The Apocrypha“, ma sappiamo tutti che il vero beniamino delle folle è Terrance Hobbs

Il concerto che ho vissuto l’anno scorso a Vicenza è stato devastante, con gente appesa sulle finestre edù un locale lasciato in macerie, cosa che non si può fare al Legend Club, ma solo perché mancano finestre sa cui aggrapparsi.
Il loro death metal massacrante è di una cattiveria inaudita, suonata all’ennesima potenza e con una precisione geometrica da tutta la band, soprattutto da Eric Morotti, che ci delizia con il miglior suono di rullante della mia vita. Secco come quando prendi a sprangate un fusto di birra e che cadenza in modo sublime canzone dopo canzone, sarà infatti lui l’elemento che più amerò del concerto, dopo ovviamente la mano birichina di Ricky per esaltare i vari blast-beat.  
Un’ora di concerto durante la quale, alle loro spalle, si sono messi tutti gli altri gruppi, che tramite osmosi hanno assorbito come suonare un concerto di questo calibro, con due comparsate di Travis e Davin a dare supporto alla prestazione eccelsa di Meyers
Una scaletta completa, tanto da andare a pescare brani delle loro origini che non subiscono assolutamente il lento progredire del tempo, ma che suonano freschi come appena pubblicati. Una perfezione da lacrima, contornata da poghi e continui stage diving per un’atmosfera davvero old-school. Mixing a dir poco miracoloso, a conferma di come non sia il locale ma chi lavora ai suoni che decide se il concerto si sentirà bene o male. 
Saranno solamente quattro i brani presi dall’ultimo disco, inaugurando il concerto con “Seraphim Enslavement”, ma le canzoni davvero osannate sono altre: “Pierced From Within”, “Liege Of Inveracity” ed ovviamente il finale lasciato ai grandi classici come “Infecting The Crypts“, “Surgery Of Impalement” & “Clarity Through Deprivation”.
Se non avete mai visto i Suffocation e vi dichiarate amanti del death o del technical death beh, cari miei, rimediate subito in quanto sulla piazza ci sono davvero pochissime formazioni di questa intensità. Maestri sotto ogni punto di vista.

Setlist:

01- Seraphim Enslavement
02- Cataclysmic Purification
03- Breeding The Spawn
04- Dim Veil Of Obscurity
05- Pierced From Within
06- Funeral Inception
07- Perpetual Deception
08- Effigy Of The Forgotten
09- Hymns From The Apocrypha
10- Catatonia
11- Liege Of Inveracity
12- Infecting The Crypts
13- Surgery Of Impalement
14- Clarity Through Deprivation

PS: un piccolo appunto per quel che riguarda invece la gestione del suddetto sold out, annunciato a circa 30 minuti dall’inizio del concerto e con una lunga fila di persone fuori rimaste, purtroppo, a bocca asciutta. Sono contento per questo buon andazzo degli eventi nostrani, ma sono sicuro che, dati alla mano, si poteva insistere il giorno prima evidenziando il fatto che si correva il rischio di non potervi accedere. Per coloro che si sono presentati e che non sono potuti entrare ritengo giusto il loro stato d’animo (come riportato sia sull’evento FB ufficiale che sotto la nostra foto pubblicata in pagina). Speriamo che errori grossolani di questo calibro non vengano ripetuti in futuro. 

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