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Stormwitch – Recensione: Tales Of Terror

Appena un anno dopo il debutto “Walpurgis Night” (crudo, primitivo ma molto efficace) gli Stormwitch tornano alla carica con “Tales Of Terror”, un album che si mantiene ancorato all’idea dei tedeschi di heavy metal melodico ma che rispetto all’esordio cura maggiormente gli arrangiamenti con soluzioni compositive a tratti più catchy.

Il cantante Andy Aldrian ed il chitarrista Lee Tarot (scomparso nel 2013) sono qui al massimo della loro abilità compositiva ed interpretativa; colpiscono a dovere sia nei pezzi più hard rock-oriented come le cadenzate “Trust In The Fire” e “Lost Legions” (riferimenti horror/fantasy per questa song che narra le vicende di una terribile armata di non-morti) o la conclusiva “When The Bat Bites” che nei brani più arrembanti e metal come le maideniane “Hell’s Still Alive” e la suadente e melodica “Arabian Nights” (uno dei momenti migliori dell’album). Sempre ottimo hard’n’heavy anni ’80 con la potente opener “Point Of No Return” e con la più pesante e cadenzata “Masque Of The Red Death” (altro pezzo da novanta dell’LP) che dal punto di vista dei testi risulta un omaggio al famoso racconto di Edgar Allan Poe.

Horror e fantasy si intrecciano dal punto di vista lirico in questo lavoro e trovano vette importanti rispettivamente nella veloce proto-power “Night Stalker” (il batterista Pete Lancer e il bassista Ronny Pearson sugli scudi per il terremotante incedere che riescono a creare) e nell’epopea di “Sword Of Sagon“ (in cui si parla del classico regno tormentato da un drago che solo un artefatto magico, la spada di Sagon, potrà sconfiggere), il pezzo migliore del disco, che permette al singer di proporsi al massimo livello in un brano catchy e potente che azzecca un’accoppiata bridge-ritornello da brividi.

A parte la seconda orrida copertina questo “Tales Of Terror”, uscito a metà anni ’80, riconferma gli Stormwitch a grandi livelli e ci fa capire come la loro creatività sia in piena fase esplosiva.

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