Nils Vejlyt – Recensione: Sthenic

Interessante, ma non indispensabile, “Sthenic” è il disco solista di Niels Vejlyt, chitarrista danese noto nel Nord Europa (e nella sede della Lion Music) per il suo operato nel Consortium Project e negli Infinity Overture. Gli otto brani che lo compongono mettono in luce un musicista preparato, che rimane in parte fedele al prog metal moderno che suona con i suoi due gruppi principali, e che in parte cerca di costruirsi uno stile proprio, pur dovendo molto a chitarristi come Satriani e Steve Vai (come dimostra la melodia ariosa di “Head Up”). Il prodotto piacerà sicuramente agli adepti della religione delle sei corde, e per quanto Vejlyt sia, a quanto sembra, un insegnante affermato (come dimostra il suo sito web, dal quale è possibile scaricare esercizi a tutti i livelli di difficoltà), i brani cercano di trasmettere emozioni e sensazioni personali che vanno un po’ oltre il classico “guardate quanto sò figo a suonare la chitarra”. Il che, naturalmente, è una nota di merito non da poco. “Kajsa”, con la sua melodia delicata e poco appariscente, è il brano meglio riuscito.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Lion Music

Anno: 2011

Tracklist:

01. Heads Up (3.23)
02. Die Today (5.12)
03. Rain (4.28)
04. Samurai (4.46)
05. Meteors (4.47)
06. My Little Rascal (4.16)
07. Kajsa (4.19)
08. Winter (9.16)


Sito Web: http://www.nielsvejlyt.com/

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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