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Starscream – Recensione: Shatter The Sky

Gli Starscream sono una nuova band olandese a cavallo, nelle parole della loro etichetta, tra le sonorità degli anni ottanta e quelle più moderne ed attuali. Con influenze che spaziano da Helloween a Van Halen, da DIO ai Led Zeppelin, passando per i Black Sabbath, il sorridente trio composto da Tim van den Eijnden (voce e chitarra), Cyriel Stevens (batteria) e Ruben Heijnsbroek (basso) non fornisce molti dettagli sulla sua genesi ma preferisce – evidentemente – andare subito al sodo presentandosi con un EP di sei pezzi. Affidato all’ipnotico groove della title-trackShatter The Sky”, l’inizio del disco presenta una produzione robusta che ne sottolinea bene il carattere ruspante e diretto. Se aggiungessimo alle formazioni di riferimento anche gli svedesi Electric Boys e gli americani-in-italia Heroes And Monsters potremmo mettere ulteriormente a fuoco questo hard rock un po’ anarchico che prende tutto liberamente e con gioia, come negli anni settanta/ottanta, trasudando voglia di suonare e spaccare tutto, come la vera essenza di tanto rock impone. Ed il primo punto “Shatter The Sky” lo segna proprio con una grinta che trasuda chiaramente dalle sue tracce, risultato per nulla scontato quando si entra forse per la prima volta in uno studio di registrazione: al contrario, questo EP di venticinque minuti suona tagliente e ficcante (“The Fury”), soprattutto grazie alla prova di chitarre e batteria (“Hold Your Tongue”).

Shatter the Sky

Anche grazie alla durata contenuta, “Shatter The Sky” costituisce evidentemente un distillato di quanto gli Starscream possono esprimere, anche a costo di apparire un po’ forzato in certi punti. C’è insomma una bella esuberanza ed una bella vitalità, anche se purtroppo lo stesso non si può dire per le melodie interpretate dalla voce di van den Eijnden: se infatti c’è un appunto che si può muovere a questo interessante debutto, esso riguarda proprio la maggiore attenzione riservata alle parti strumentali, secondo uno schema che – nella mia mente plasmata a suon di generalizzazioni e luoghi comuni – accomuna una buona parte del metal di provenienza olandese. Di questa mancanza di equilibrio soffre in particolare “Time”, un brano dotato di un buon tiro ma che paga una strofa completamente priva di melodia che mette in difficoltà lo stesso cantante chiamato ad interpretarla, probabilmente anche a causa di uno stile che appare ancora un po’ grezzo e poco controllato (“Lockdown”), talvolta anche ai fastidiosi limiti dello sguaiato. Lo stesso si può dire per “Xenophobia”, canzone dal testo certamente attuale e che presenta un godibile intermezzo prog, purtroppo affossato da un tutto il resto che fatica a trovare senso e compattezza: le strofe rimangono il punto debole, finendo col diventare più un male necessario che non un momento capace di condurre con energia al climax del ritornello. Una considerazione che, specialmente di fronte ad una mancanza persistente, allontana – e di molto – gli Starscream da qualsiasi pretesa di vicinanza (stilistica) ai nomi delle band citate in apertura.

Recensire un EP è sempre difficile, perché viene a mancare quella valutazione fisica sulla quantità, sulla tenuta e sulla capacità di generare interesse oltre il singolo momento e la scintilla. “Shatter The Sky” non fa eccezione, per quanto questo lavoro sia già in grado di rivelare i punti di forza di un trio compatto ed agguerrito, più guidato dall’entusiasmo che non dalla voglia di mettersi a tavolino per comporre qualcosa di rifinito e significativo in ogni sua parte. Da questo punto di vista, allora, ben venga la scelta di un formato più agile e ridotto che, fatte le opportune valutazioni, sospenda ogni giudizio fino all’uscita del primo, vero album da sottoporre al fuoco incrociato della critica. Se i tre olandesi sapranno mantenere accesa la fiamma, riservando ad ogni singolo secondo della loro musica la stessa concentrazione e lo stesso trattamento, bilanciando meglio le componenti e mettendosi anche nei panni dell’ascoltatore lontano che dovrà sentirli all’opera, ci sono buone probabilità che si torni a parlare di loro, ed in termini più entusiastici.

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