Star One – Recensione: Revel In Time

Lascia o raddoppia” è il titolo di un famosissimo quiz televisivo degli anni Cinquanta. La domanda che poneva Mike Bongiorno ai suoi concorrenti deve essere ronzata nella mente di Arjen Anthony Lucassen (Ayreon, Ambeon, Stream Of Passion, The Gentle Storm) nei difficili mesi di lockdown, quando la pandemia ci ha costretti a rivedere i nostri progetti, sia professionali, sia di vita: mollare tutto o rilanciare? Beh, visto il risultato raggiunto con “Revel In Time”, non abbiamo dubbi sulla scelta operata.

 

 

Il nuovo capitolo discografico targato Star One – uscito sotto l’egida di Inside Out – si compone di ben due dischi, oltre due ore di musica in cui il polistrumentista olandese si circonda di musicisti di primissimo piano e sforna canzoni di grande pregio, una sferzata di energia che non vi lascerà indifferenti. Il vero punto di forza di questo album, infatti, non sono solo i nomi coinvolti – sebbene, trovare Steve Vai non possa non generare vivo interesse – quanto la capacità di racchiudere tra i suoi solchi lo spirito dell’Heavy Metal. Allacciate le cinture di sicurezza e lasciatevi guidare in questo viaggio nel tempo (è proprio il caso di dirlo visto che il tempo è il concept alla base del disco) attraverso i decenni del genere, grazie a brani ispirati, vivaci, di grande presa. Se cercate un riferimento, possiamo citare la potenza di Uriah Heep e Deep Purple, le strutture articolate di Yes e Rush, la dinamicità dei Whitesnake; questi sono solo alcuni, perché dobbiamo aggiungere l’estro, la classe e la freschezza compositiva di un Lucassen davvero in palla e a suo agio su queste sonorità. Epico, travolgente, appassionante, “Revel In Time” è una continua sorpresa, la perfetta summa delle anime artistiche chiamate a raccolta dal Nostro.

Passando ai nomi coinvolti, oltre al già citato Vai (che presta la sua chitarra a uno degli highlights del disco, “Lost Children Of The Universe”), troviamo Michael Romeo (Symphony X), Joel Hoekstra (Trans-Siberian Orchestra e Whitesnake), Ron ‘Bumblefoot’ Thal (ex Guns N’ Roses), Jens Johansson (Stratovarius) e Joost Van Der Broek (ex After Forever); le canzoni sono divise tra i cantanti Dan Swanö, Russell Allen, Damian Wilson e Floor Jansen, ai quali si aggiungono Tony Martin, Joe Lynn Turner, Jeff Scott Soto, Alessandro Del Vecchio e altri ancora. Come noterete, il secondo disco presenta le stesse tracce del primo, semplicemente vengono variati i cantanti e, di conseguenza, le atmosfere del brano stesso. È davvero suggestivo ascoltare queste versioni alternative, riconoscere le sfumature che ogni artista riesce a conferire a un affresco di grande fascino.

 

 

Poco altro da aggiungere: lasciatevi catturare da questo progetto e dall’incredibile classe di Lucassen. “Revel In Time” si candida a essere uno dei dischi più solidi e riusciti di questo nuovo anno.

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Fate of Man 02. 28 Days (Till the End of Time) 03. Prescient 04. Back from the Past 05. Revel in Time 06. The Year of ‘41 07. Bridge of Life 08. Today is Yesterday 09. A Hand on the Clock 10. Beyond the Edge of it All 11. Lost Children of the Universe
Sito Web: https://www.arjenlucassen.com/content/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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