Necronaut – Recensione: Necronaut

I Necronaut sono il nuovo progetto di Fred Estby (Dismember, Carnage) e più che una band sono una sorta di tributo al metal degli anni ’80, tanto che le note di accompagnamento citano come termine di paragone i Probot di Dave Ghrol, sottolineando però come “Necronaut” sia più divertente. Spiace essere scortesi e non ce ne voglia il buon Fred, ma in questo disco di divertente c’è proprio poco. Non mancano l’impegno né la voglia di mettersi in discussione insieme a un gruppo di ospiti che viene dalla crema del metallo svedese (sono infatti presenti membri ed ex-membri di At The Gates, Watain, degli stessi Dismember), peccato però che i brani qui contenuti non facciano altro che cambiare stile di continuo generando confusione e scimmiottare gli idoli del protagonista. Ecco emergere echi tanto forti da sfiorare il plagio che chiamano in causa Iron Maiden, Celtic Frost, Candlemass, Slayer, in un crescendo di assoluto piattume e l’intento di riportare in auge l’inossidabile metallone dei tempi d’oro appare quanto meno forzato. Insomma, questi pezzi sarebbero risultati derivativi e privi di tiro nel 1985, impossibile rivalutarli al giorno d’oggi.

Voto recensore
5
Etichetta: Regain / Masterpiece

Anno: 2010

Tracklist: 01. Crimson Fields
02. Twilight At The Trenches
03. In Dark Tribute
04. Soulside Serpents
05. Infecting Madness
06. After The Void
07. The Lie In Which The Truth Is Buried
08. Returning To Kill The Light
09. Tower Of Death
10. Rise Of The Sentinel
Sito Web: http://www.myspace.com/necronaut666

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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