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Uriah Heep – Recensione: Spellbinder (Reissue)

“Spellbinder” è un CD live che completa la triade di album remasterizzati e ristampati di recente dalla Cherry Red Records e in ordine di uscita (1996) si pone a metà strada fra le altre due release uscite, ossia “Sea Of Light” del 1995 e “Sonic Origami” del 1998.

L’opera presenta un concerto tenutosi nel 1994 alla Music Hall di Cologne (Germania) e contiene undici brani; la release è completata da due interessanti bonus track: la versione studio di “Acros The Miles” e “Sail The Rivers”.

Il booklet del CD è arricchito come di consueto da numerose foto e da un saggio del giornalista Malcolm Dome che ci permette di approfondire ulteriormente tutto ciò che concerne il concerto e le reazioni relative a “Spellbinder”. Per quanto riguarda lo show possiam dir fin da subito che la sua importanza è abbastanza relativa perché gli Uriah Heep hanno pubblicato nel corso della loro carriera tantissimi live ed un maggiore interesse poteva essere legato ad una fotografia del momento della band inglese, inserendo in tracklist canzoni più attuali.

Al contrario il CD è la solita carrellata di brani mitici che quasi tutti conoscono ed apprezzano; di conseguenza possiamo risentire per l’ennesima volta le magiche “Wizard”, “Stealin’”, “Rainbow Demon”, “Look At Yourself” e via dicendo.

Di certo inserire nello stereo questo CD significa in ogni caso farsi avvolgere dalla musica suadente e meravigliosa di una band che ha composto dell’eccelso hard rock progressivo e non è un caso se rimarrete meravigliati ancora una volta dalle bellissime parti di tastiera di Lanzon in “Gypsy”, dalla voce eccezionale di Shaw e dall’hammond (sempre di Lanzon) in “Circle Of Hands”… o se ascolterete estasiati la ritmica scatenata e rock di “Easy Livin’” o ancora le magiche melodie della chitarra di Box in “Wizard”.

Il CD è completato dalla bellissima copertina in stile fantasy (che raffigura chiaramente un mago) realizzata dal bravissimo Paul Raymond.

Un motivo per far propria questa release è l’ottima registrazione (tutti gli strumenti si ascoltano perfettamente) e il sound più pesante rispetto a precedenti live.

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