Running Wild – I loro 15 migliori brani Pirate Metal

I Running Wild sono indubbiamente una delle band metal più significative, importanti e storiche della nazione tedesca. Inizialmente i nostri, fra 1976 e 1979, non hanno le idee chiarissime su quale direzione stilistica intraprendere e quando il monicker Running Wild diventa definitivo il combo di Amburgo inizia ad inanellare demo su demo (4 in tutto), un EP, partecipazioni a compilation e due album, ossia “Gates To Purgatory” (1984) e “Branded And Exiled” (1985) che seguono coordinate ancora derivative. L’immagine con cui nostri si presentano si rifà completamente ai Judas Priest (del resto il nome del gruppo è il titolo di una song degli inglesi) mentre i testi hanno connotati oscuri, di ribellione al sistema e vagamente occulti, ma intesi come racconti horror senza alcuna implicazione “seria”.

Per le sorti del gruppo è fatidico il 1986 in quanto esce il film “Pirati” di Roman Polanski e Rolf Kasparek (cantante, chitarrista, leader indiscusso ed infine “proprietario” unico della bad) ne rimane folgorato decidendo, insieme al gruppo, di dare una svolta radicale all’immagine della band e ai suoi testi. A partire dal terzo album “Under Jolly Roger” (1987) i Running Wild iniziano a vestire abiti di ispirazione piratesca ed a proporre stage che arriveranno ad ospitare la “quasi” ricostruzione di un galeone. L’album del 1987 è un successo e sia la copertina che il booklet e la tray card sono imperniati della nuova filosofia che diverrà sempre più preponderante con i successivi album “Port Royal” (1988) e “Death Or Glory”(1989).

Anche a livello di artwork la fama della band cresce a dismisura grazie alle fantastiche opere di Andreas Marschall (che lavorerà per il gruppo dall’EP “Wild Animal” del 1991 sino all’album “Rivalry” del 1998; da qui in poi la qualità degli artwork subirà un tracollo terribile); l’apice, in questo senso, lo si raggiunge per la copertina di “Black Hand Inn” (1994) che raffigura in una lugubre osteria un Rolf pensieroso di fronte ad un ragazzo… un ovvio richiamo alle vicende dell’”Isola del tesoro” e dei due personaggi principali, ossia il pirata Long John Silver ed il giovane Jim Hawkins.

Per quanto riguarda i testi Rolf propone in realtà una gamma d’ispirazione molto ampia in cui i pirati occupano solo lo spicchio più importante. Troviamo canzoni che narrano eventi storici (ad esempio “Battle Of Waterloo”,“Conquistadores”, “Bloody Red Rose”, ecc.) o altre dedicate all’epopea dei nativi americani (in molti casi davvero eccellenti come “Uaschitschun”, “Little Big Horn”, ecc.) o ancora di critica sociale/ambientale (ad es. “Fight The Fire Of Hate”, “White Buffalo”, “Crystal Gold”, ecc.) e fantasy (ad es. “Mordor”, “Genesis”, “Dragonmen”, ecc.).

Tornando all’argomento principale, ossia i pirati, i brani interessanti sono moltissimi e Rolf si ispira ad eventi e personaggi esistiti oppure a romanzi (“Treasure Island”), simboli della pirateria (come la mitica bandiera, il Jolly Roger) e leggende.

Colpiscono i testi ispirati a vicende storiche come quella di Calico Jack (“Calico Jack”, in “Port Royal”), ossia il pirata che nel XVIII sec. ha inventato la bandiera del teschio e delle due tibbie, ossia la temibile Jolly Roger. Abbiamo poi“Störtebeker” (sull’EP “Wild Animal”) che racconta le imprese del corsaro tedesco Klaus Störtebeker (XIV sec.), il terrore del Baltico, noto elegantemente anche come “corsaro rosso”, a capo dei “Vitalienbrüder” che razziarono ai danni dei danesi durante la guerra tra Danimarca e Svezia. Ricordiamo ancora “Ballad of William Kidd” (da “The Rivalry” del 1998) che narra le gesta dell’omonimo pirata scozzese del XVII sec. che inizialmente fu ingaggiato per combattere la pirateria e poi si unì ad essa per finir quindi giustiziato.

Nel 1987, all’uscita del primo lavoro che ha presentato questa svolta “piratesca”, i giornalisti hanno subito etichettato la band come “pirate metal” ed il resto è storia…

In questo articolo abbiamo quindi deciso di presentarvi i 15 brani che riteniamo più “arrembanti” scritti fino ad ora nella carriera dei Running Wild e che propongono la tematica principale dei nostri. (Leonardo Cammi)

Per accompagnare la lettura, trovate su Spotify (e a fondo articolo) la playlist con i 15 brani selezionati dei Running Wild.


Running Wild - Under Jolly RogerUNDER JOLLY ROGER

Under Jolly Roger – 1987

Cosa c’è di più piratesco del mitico Jolly Roger, la bandiera con teschio e due tibie incrociate su sfondo nero, da secoli simbolo dei pirati di mezzo mondo? I Running Wild non potevano quindi non dedicargli il primo album della loro svoltapirate, con relativa title-track: subito aperta dal rumore delle onde del mare e da grida di marinai in azione, “Under Jolly Roger” è soprattutto un gran bel pezzo di coriaceo e trascinante metallo teutonico. (Matteo Roversi)


 

Running-Wild-Port-Royal-560x562

PORT ROYAL 

Port Royal – 1988

Il famigerato scalo commerciale di Port Royal rappresenta uno dei topos della letteratura e del cinema d’avventura: il malfamato porto giamaicano, infatti, fu realmente un intenso crocevia di pirati, corsari e bucanieri nel corso del XVII secolo. Naturale quindi che i Running Wild gli abbiano titolato il loro quarto disco. L’omonima canzone è un brano molto diretto e veloce, impreziosito da un ottimo riff, frizzante come l’atmosfera che ai tempi si doveva respirare nel porto caraibico. (Matteo Roversi)


running wild Death Or GloryRIDING THE STORM

Death Or Glory – 1989

Per il suo quinto album “Death Or Glory” il quartetto tedesco opta per un pezzo più lungo rispetto ai propri canoni (quasi sei minuti e mezzo), ma non per questo meno dotato di grande fascino ed immediata presa. Ecco allora che il gruppo si presenta con “Riding The Storm”, brano introdotto da un epico attacco strumentale in cui Rock’n’Rolf e Majk Moti, qui alla sua ultima prova con la band, danno il meglio di sé: la canzone poi si scalda ed esplode in un ritmo trascinante e in un orecchiabilissimo ritornello, tutto da cantare a gran voce. (Matteo Roversi)


running wild BLAZON STONEBLAZON STONE

Blazon Stone – 1991

Altro giro, altra title-track, altra opener dalla durata più corposa della media (di nuovo sei minuti e mezzo): con “Blazon Stone” i Running Wild fanno crescere la tensione dell’ascoltatore con una lunga introduzione che sfocia in un riff tagliente e che non si dimentica tanto alla leggera, per poi presentarci l’ennesimo refrain invincibile fatto apposta per essere gridato in coro. Nonostante questo fosse ormai il sesto disco di Rock’n’Rolf e soci, l’ispirazione proprio non voleva saperne di abbandonare la band di Amburgo. (Matteo Roversi)


Running Wild Pile Of Skulls

TREASURE ISLAND

Pile Of Skulls – 1992

Senza dubbio la più bella suite composta dai Running Wild; è una vera e propria colonna sonora per la trama narrata sull’”Isola del tesoro” (1883), ossia il romanzo d’avventura più famoso di tutti i tempi, scritto da Robert Louis Stevenson. Le vicende del giovane Jim Hawkins e del pirata Long John Silver (i veri antagonisti della storia) vengono ben descritte nelle lunghe strofe, supportate da un riffing killer delle asce di Rock’n’Rolf e Alex Morgan. Il punto di forza di questo lungo brano è da un lato l’atmosfera perfetta creata dalle melodie composte e il magico ritornello che conquista ed avvince fin dal primo ascolto. (Leonardo Cammi)


LEAD OR GOLD

Pile Of Skulls – 1992

Piombo o oro, questa è la vita del pirata. La morte o un enorme fortuna attende chiunque decida di solcare i mari. Questo potente e roccioso brano è un manifesto programmatico, un inno alla libertà, una dichiarazione di guerra contro i conformisti contenuta nell’album del 1992 “Pile Of Skulls”. Pronti al prossimo assalto? Bene, impugnate le vostre pistole e attendete il segnale. Piombo o oro. (Pasquale Gennarelli)


Running_Wild_-_Black_Hand_inn_-_FroBLACK HAND INN

Black Hand Inn – 1994

La sublimazione del percorso artistico e creativo della band avviene tra i solchi di questo disco, “Black Hand Inn”. L’album è un concept incentrato sulla figura John Xenir, un pirata tornato dalla morte per annunciare l’Armageddon. La sua locanda è marchiata dal simbolo della mano nera e al suo interno John predice il futuro ai suoi avventori ma ben presto dovrà fare i conti con un prete pronto a dargli dell’impostore. Un brano epico, una cavalcata power a supporto di una storia affascinante. (Pasquale Gennarelli)


THE PRIVATEER

Black Hand Inn – 1994

Nessuno può resistere alla furia cieca e devastante della nave corsara che solca i mari e miete solo vittime. Nella notte illuminata dalla sola luna, la sfera di cristallo guida il capitano di questa nave e combattere contro il male. Altro brano estratto da “Black Hand Inn”, ennesima cavalcata brutale, diretta, la giusta colonna sonora prima di lanciarsi all’arrembaggio. (Pasquale Gennarelli)


POWDER AND IRON

Black Hand Inn – 1994

Cinque minuti tellurici sparati a mille in cui il ruolo del batterista Jörg Michael risulta determinante; la band di Amburgo raggiunge in questo pezzo e pochi altri la velocità più ardita e una potenza devastante che esplode letteralmente grazie da un bridge che accresce l’attesa e un ritornello devastante (arricchito da un coro che dona ulteriore potenza). L’argomento trattato è quello dell’abbordaggio da parte della nave pirata… ed ascoltando il brano è quasi possibile annusare il profumo della polvere da sparo ed ascoltare i colpi di cannone ed intravedere la bandiera con il teschio, ossia il Jolly Roger! (Leonardo Cammi)


Masquerade_Running_Wild_coverLION OF THE SEA

Masquerade – 1995

Nel penultimo CD con Jörg Michael alla batteria trova posto questa trascinante cavalcata power metal che, nelle lyrics, è l’essenza dello stile di vita piratesco: libertà, salsedine sul viso e vento tra i capelli ed uno spirito battagliero contro gli oppressori, che non deve venire mai meno. Il tutto è condensato in quasi sei minuti di power metal veloce ed intenso, che culmina nel ritornello dal sapore quasi epico, che si piazza in testa fin dal primo ascolto ed una parte strumentale finemente strutturata. (Alessandro Battini)


SOLEIL ROYAL

Masquerade – 1995

In “Masquerade” si celebrano le gesta dell’ammiraglia francese “Soleil Royal”, così chiamata in onore di Luigi XIV, il Re Sole, con un up tempo decisamente classico, sincopato nel drumming e grintoso nel chorus. Rolf racconta degli aspri combattimenti nella guerra della Grande Alleanza, dalla vittoria dell’ammiraglio de Tourveille alla sua tragica sconfitta nella battaglia della Hague, culminata con l’incendio appiccato sulla nave e l’esplosione finale nei cieli stellati del mare olandese. (Alessandro Battini)


Running Wild - The RivalryBALLAD OF WILLIAM KIDD

The Rivalry – 1998

L’ascesa e la caduta di uno dei pirati più famosi della storia, William Kidd. La sua storia controversa viene raccontata in questo lungo e intenso brano contenuto nell’album “The Rivalry” del 1998. Un arpeggio di chitarra ci introduce in un mid-tempo roccioso, che, nonostante la sua lunghezza, non perde in potenza e interesse grazie a un songwriting ispirato e azzeccato. Lo spirito del pirata scozzese rivive nelle note dei Running Wild. Sta a voi decidere, eroe o traditore? (Pasquale Gennarelli)


ADVENTURE GALLEY

The Rivalry – 1998

Nel decimo album in carriera per la band di Rolf, “The Rivalry”, spicca “Adventure Galley”, altra song dedicata al temibile pirata Capitan Kidd, corsaro scozzese, passato poi dall’altra parte della barricata, nella flotta inglese a combattere i suoi ex compagni fino in Madagascar, sulle onde della fida “Adventure Galley”. Questa speed power song sprizza energia da tutti i pori, sorretta da un drumming terremotante ed un refrain diretto e incisivo. (Alessandro Battini)


Running Wild - The BrotherhoodPIRATE SONG

The Brotherhood – 2002

In un album non certo esaltante spiccano alcune gemme come “Pirate Song”, un veloce inno di pochi minuti che riprende le melodie di chitarra tipiche della band e ripropone con efficacia le caratteristiche principali dei pirati, ossia “nobili ladri sempre in cerca del vento giusto, di prede da razziare e della possibilità di cavalcare il mare in tempesta”. (Leonardo Cammi)

 


 

Running WIld Resilient

BLOODY ISLAND

Resilient – 2013

Posta in conclusione del CD questa lunga traccia è sicuramente il pezzo più bello del lavoro e ci fa respirare a pieni polmoni le atmosfere piratesche che hanno reso famosi i Running Wild. L’inizio è affidato ad un arpeggio di chitarra ed un coro appena accennato. Ben presto entra la scena la chitarra che ricama un riff che riaccende un’altra volta la magia sino al ritornello che come di consueto riveste un ruolo fondamentale nella riuscita del brano. Ovviamente “l’isola insanguinata” è il fantomatico luogo in cui il pirata può trovare ricchezze meravigliose ma anche pericoli nascosti in ogni dove ed una fine poco invidiabile.


matteo.roversi

view all posts

Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

Pasquale Gennarelli

view all posts

"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

alessandro.battini

view all posts

E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login