Speciale Spotify – Buono o cattivo? Le opinioni di Kotipelto, Tate, Monroe, Strid, Dregen, Aguilar, Guns e tanti altri

Spotify, e in generale i servizi di streaming legale, hanno sicuramente rivoluzionato l’ascolto e la fruizione dei contenuti musicali, forse non in maniera così importante come fu per Napster e il fenomeno file sharing, ma comunque drasticamente. La possibilità di accedere istantaneamente a una libreria quasi infinita di brani, album e artisti ha da un lato ridotto il fenomeno del  download pirata, ma dall’altra rischia di far diminuire ulteriormente le vendite di album. I dati, come spesso accade, sono contrastanti. Alcuni cavalcano il primo fenomeno (vedendo quindi in modo positivo questo business), altri sottolineano invece come gli introiti per gli artisti siano in continuo calo e che, di fatto, Spotify non stia minimamente aiutando artisti e case discografiche.

Il meccanismo di pagamento (agli artisti) di Spotify e di servizi simili si basa fondamentalmente su un meccanismo di condivisione dei ricavi. Per farla breve, fatto 100 l’introito complessivo di Spotify in un mese tra abbonamenti e pubblicità, il 30% del totale viene trattenuto da Spotify, mentre il restante 70% viene diviso tra coloro che detengono i diritti sui brani (diritti di vario genere, non entriamo nel dettaglio) in una quota pari alla somma delle riproduzioni dei propri brani diviso il numero totale di riproduzioni dell’intero catalogo su Spotify.

Questo significa che più è grande la torta (più abbonati e più pubblicità) e teoricamente maggiore dovrebbe essere l’entrata per gli artisti. L’aumento del catalogo però controbilancia l’aumento degli introiti, allargando il denominatore (il totale dei brani riprodotti su Spotify), lasciando di fatto invariato le royalties pagate agli artisti a parità di riproduzioni.

Attualmente Spotify, secondo quanto diffuso dall’azienda stessa, conta 75 milioni di utenti, di cui 20 milioni abbonati al servizio premium, per un totale di 30 milioni di brani in catalogo. A dicembre 2014, le royalties pagate per la riproduzione di un singolo brano erano pari a $ 0.0061296, il che in termini pratici vuole dire un ricavo di $ 1 ogni 163 riproduzioni circa, una cifra nient’altro che sostanziosa.

E’ innegabile però come, se da un lato i ricavi non siano esaltanti, dall’altro Spotify può offrire un’ottima risorsa in termini di visibilità e promozione. Pensiamo ad esempio alle playlist e alla possibilità di scoprire ogni giorno nuovi artisti e nuova musica, senza doverla scaricare illegalmente.

Se sia maggiori i lati positivi o negativi di un tale servizio, noi non l’abbiamo ancora capito. Quindi l’abbiamo chiesto ad alcuni artisti che abbiamo avuto il piacere di intervistare. Ecco una rassegna delle risposte più interessanti che abbiamo ricevuto.

Barry Kerch (Shinedown)

742e54a49bad54283a79f4c7e3925ad0(Lo streaming) E’ un’arma a doppio taglio: permette di entrare a contatto con una infinità di musica diversa che non hai mai ascoltato prima. È molto più veloce che andare in un negozio di dischi a caccia di qualcosa. Ma per quanto riguarda i musicisti e le band penso che sia orribile perché non vieni pagato per la tua musica, questo perché la musica è pressoché gratuita e condivisa gratis dovunque. La generazione di internet non capisce quanto lavoro ci sia dietro la composizione di una canzone e un disco, e soprattutto di quanti soldi ci vogliano per registrare un disco.

Mike Menghi (Metal Allegiance)

Rfc64aaJSe sei un fan è una cosa grandiosa, se sei un musicista non tanto. Personalmente non uso questi servizi ma vado al negozio di dischi settimanalmente e compro ciò che mi può piacere. Uso iTunes per comprare musica ma lo streaming non lo ho mai usato: fare arte, fare musica, richiede soldi ed energie e scaricarlo gratis non mi sembra giusto. Inoltre mi piace come ascoltatore vedere il booklet, leggere i testi e avere fisicamente il CD in mano.

 

 

Tracii Guns (Devil City Angels, ex-L.A. Guns)

Tracii-GunsBeh credo che (lo streaming) per i nuovi artisti sia terribile perchè non hanno i benefici che abbiamo avuto noi di vendere copie fisiche della loro musica ed essere pagati per questo e di avere qualche cosa di concreto. Quindi nel caso avessero una grande hit e venisse solo rilasciata via streaming avrebbero una perdita finanziaria enorme. Intendo dire è incredibile quanti soldi queste persone non stanno facendo ma che davvero meritano di guadagnare. Ma sai cosa? Il tempo va avanti e in un sacco di modi e, odio dirlo, ma la musica è diventata piuttosto arcaica, è un qualche cosa che le persone danno per scontato. Non vogliono davvero pagare per averla mentre dovrebbero quando è gratis. La gente non vuole spendere per i biglietti dei concerti non vuole pagare per nessuna cosa, quindi se non gliela dai gratuitamente loro non la ascolteranno mai perchè adesso non hanno abbastanza interesse. D’altra parte se dicessi loro che non potranno più ascoltare musica finchè non la pagheranno quella si sarebbe una storia diversa, ma finchè le industrie danno gratis la musica, questa è la situazione in cui ci troviamo.

Bjorn Strid (Soilwork)

soilwork-zangertCredo che (lo streaming) sia un modo molto buono per scoprire nuove band. È tutto molto facile da usare… ma allo stesso tempo forse è appunto fin troppo facile. Rende meno importante il gusto della ricerca, l’attesa per il disco acquistato da un catalogo che non vedi l’ora di ascoltare… e tutte queste cose. La troppa accessibilità uccide la passione. È davvero tutto troppo facile.

Dregen (Backyard Babies)

dregenE’ sempre difficile portarsi dietro un sacco di dischi quando sei in tour o devi volare, sai è comodo che puoi ascoltare musica on line e hai questa enorme libreria di musica nuova che puoi consultare, ma al giorno d’oggi compro ancora dischi, non tanti come facevo prima, ma solo gli album che davvero amo. Per esempio se ascolto qualche cosa su Spotify e mi piace per davvero allora si poi lo compro. Ma più che altro è perchè sono diventato padre. Quando non ci sarò più voglio lasciare qualche cosa per mio figlio, voglio lasciargli qualche cosa di mio, perchè sono stato un musicista, voglio che scopra cosa ascoltavo. Cosa dovrebbe fare? Capire cosa sentivo sui siti di streaming? Voglio che ascolti i miei dischi, qualche cosa a cui possa fare riferimento. Credo anche che ci siano molti trend perchè la nuova generazione di giovani non è cresciuta con gli album. Ascoltano le canzoni e le playlist, così è una cosa nuova, ma forse tra dieci anni le persone scopriranno, i giovani scopriranno nuovamente gli album.

Ted Aguilar (Death Angel)

Ted-Aguilar-400Ci sono molti vantaggi e svantaggi… ma in generale io la vedo in modo positivo. Lo streaming funziona perché la gente non paga; d’altro canto la qualità è nettamente peggiore rispetto a quella di un CD o un vinile. Questa è la differenza principale. Il vantaggio però è che da l’accesso a milioni di brani, ovunque tu sia e questa è una cosa ottima. Sento molte lamentele riguardo al fatto che non si ottengono molti introiti dallo streaming, soprattutto da parte delle band. Questo è senz’altro un problema, ma non ho molta conoscenza in merito. In ogni caso penso sia una cosa buona, per farsi conoscere. La cosa migliore ovviamente, come faccio anch’io, è quella di ascoltare in streaming e poi se ti piace l’album te lo compri. Quando ascolti un CD o un vinile suona in maniera completamente diversa. In ogni caso penso lo streaming sia una buona cosa.

Geoff Tate (ex-Queensryche – Operation: Mindcrime)

Geoff TatePenso che la situazione stia migliorando rispetto al passato recente. Tutti coloro che svolgono un lavoro, vogliono essere pagati. I musicisti e coloro che scrivono dovrebbero essere pagati altrettanto, senza distinzione. La gente non dovrebbe rubare il loro lavoro. Io onestamente sono felice che queste aziende stiano in un certo senso “normalizzando” la situazione, facendo in modo che le persone vengano pagate.

Timo Kotipelto (Stratovarius)

timo-kotipeltoE’ qualcosa su cui non ho molto potere e che non posso cambiare. Uso qualche volta Spotify. Ma gli introiti sono veramente bassi, devono esserci arrivati 30-40 euro in totale una cosa come due anni fa. Non è così entusiasmante, ma in qualche modo dobbiamo adattarci e seguire il flusso quando le cose cambiano. In ogni caso, siamo molto fortunati, perché molti fan degli Stratovarius comprano i nostri CD e fanno in modo che nuova musica possa essere pubblicata.

Michael Monroe (Michael Monroe, ex-Hanoi Rocks)

michael_monroe9Non capisco molto riguardo il business di internet, ma quello che so è che non si viene pagati molto con Spotify a quanto pare. Ho ascoltato alcuni brani suonandoli molte volte e i ragazzi che li hanno composti ricevono solo pochissimi euro per milioni e milioni di ascolti. Io non ho mai rubato un album. Le mie vendite dei dischi degli Hanoi Rocks non hanno mai rispecchiato la mia paga. Sono sempre stato un live performer, esibirmi dal vivo è un qualche cosa che nessuno può scaricare, duplicare o copiare ed è quello che so fare meglio e che mi piace di più, ma al giorno d’oggi se si tratta solo di ascoltare i dischi per me va bene, personalmente amo i cd, gli album in vinile, anche se non sono un maniaco del vinile, li voglio comperare. Mi piace vedere cosa sto ascoltando, la copertina con almeno una foto della band, i testi sono comunque importanti per me. E’ come avere un qualche cosa che puoi vedere ed ascoltare, mentre queste persone non hanno neanche le copertine dei cd, si scaricano solo i brani. Io non sono proprio capace di scaricare e non voglio neanche imparare a farlo. Spotify e tutto questo certamente fa schifo, le persone non vengono pagate per il loro lavoro capisci? Io non mi posso lamentare e suonare ti fa sentire meglio e bisogna continuare a mantenere vivo il rock’n’roll. E’ tutto quello che abbiamo.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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