Speciale Helloween: una riflessione sulla discografia della band in attesa del concerto di Milano

A venti giorni dalla attesissima data milanese che vedrà gli Helloween salire sul palco dell’Unipol Forum di Assago, abbiamo deciso di rendere omaggio alle ‘zucche con un articolo diverso dal solito. Non si tratta infatti di una cronistoria della band (se ne possono trovare già tantissime in rete).

In questo breve articolo andiamo a esaminare quelle che sono le canzoni più significative album per album (per chi scrive), quelle più lunghe, e le ballad, e infine non mancheranno alcune curiosità sulla band di Amburgo. E quale poteva essere il giorno migliore per pubblicare questo omaggio, se non la notte di Halloween?

Prima di iniziare occorre una doverosa premessa: “scegliere” una canzone per album e definirla significativa è molto complicato, vista la discografia e i tantissimi grandi classici della band. Inoltre per chi vi scrive, nato e cresciuto con gli Helloween dal 1987, è quasi impossibile; nonostante tutto proviamo a “giocare” e discuterne, visto che ognuno avrà certamente le sue canzoni preferite. Questo speciale è quindi anche un’occasione e un invito ai fan della band di Amburgo a stilare una propria classifica personale e confrontarla con quella proposta.

E ora mettetevi comodi, si parte!

I brani più significativi album per album

1985 – Walls of Jericho
“Heavy Metal (Is the Law)”

1987 – Keeper of the Seven Keys – Part I
“Future World”

1988 – Keeper of the Seven Keys – Part II
“Eagle Fly Free” 

1991 – Pink Bubbles Go Ape
“The Chance” 

1993 – Chameleon
“I Don’t Wanna Cry No More”

1994 – Master of the Rings
“Why?” 

1996 – The Time of the Oath
“Power”

1998 – Better Than Raw
“Time”

2000 – The Dark Ride
“If I Could Fly”

2003 – Rabbit Don’t Come Easy
“Never Be a Star”

2005 – Keeper of the Seven Keys – The Legacy
“The Invisible Man”

2007 – Gambling with the Devil
“Final Fortune” 

2010 – 7 Sinners
“World of Fantasy”

2013 – Straight Out of Hell
“Waiting for the Thunder” 

2015 – My God-Given Right
“Lost in America”

2021 – Helloween
“Out for the Glory”

2025 – Giants & Monsters
“A Little Is a Little Too Much“

Personalmente, per fare una scelta ho deciso di “premiare” quelle canzoni a cui sono legati dei ricordi.

Ovviamente per ogni album ne ho lasciate fuori tante, troppe, senza scomodare i due “Keeper” e “Walls of Jericho“, dai quali è impossibile scegliere una canzone lasciando da parte le altre; mi vengono in mente, “Kids of the Century”, “Crazy Cat”, “Perfect Gentleman”, “If I Knew”, “Push”, “Mr. Torture”, “Just a Little Sign”, “Mrs. God”, “Paint a New World”, “Are You Metal?”, “Years”, “My God-Given Right”.

Le ballad migliori

Qui il discorso diventa difficile, ma non ho dubbi sulla numero uno, ovvero “A Tale That Wasn’t Right”, tutte le altre seguono a ruota. Possiamo quindi ricordare “Your Turn”, “Windmill”, “In the Middle of a Heartbeat”, “Forever And One (Neverland)”, “Light the Universe”, “Hold Me in Your Arms”, e la nuovissima “Into the Sun”.

Le intro migliori

Preferite l’iconica “Walls of Jericho”, la madre di tutte le intro, ovvero “London Bridge is fallong down”, in seguito destinata a diventare il tormentone sul quale cantare “Happy Happy Helloween” o la gloriosa “Deliberately Limited Preliminary Prelude Period in Z”? Una splendida fusione di suoni leggeri, classici, che via via aumentano di intensità e potenza, un pezzo che, se fosse utilizzato da una squadra di calcio durante l’ingresso in campo, darebbe loro la grinta per vincere!

Le suite migliori

La band di Amburgo in questo campo eccelle, dato che nella loro carriera sono stati autori di grandi canzoni che superano i sette minuti, alcune delle quali sono vere e proprie opere d’arte. Iniziamo dalle due leggendarie, “Halloween”, e “Keeper of the Seven Keys”, già qui potremmo chiudere i giochi, 2 a 0 e tutti a casa.
Invece proseguiamo il viaggio con: “I Believe” – 9:12, (ma anche “Revolution Now” – 8:04), la stupenda “Mission Motherland” – 9:00, “The King for a 1000 Years” – 13:54, “Nabatea” – 7:03 “Skyfall” – 12:11, e le più recenti “Universe (Gravity for Hearts)” – 8:24, “Majestic” – 8:08

Album da riscoprire e rivalutare

Qui per me non ci sono dubbi, “Chameleon” è il disco che andrebbe riscoperto su tutti, seguono “Gambling with the Devil” e “Pink Bubbles Go Ape“. Inoltre tra gli album da recuperare necessariamente, possiamo citare “The Best, the Rest, the Rare” (1991), “Metal Jukebox” (1999) e “Unarmed – Best of 25th Anniversary” (2009).

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Alcune curiosità

  1. La figura di Fang Face che compare su “Walls of Jericho” è una maschera che Piet Sielck portò dagli Stati Uniti e Kai Hansen volle usarla. 
  1. «“Gorgar” è una vecchia canzone degli Iron Fist (prima band di Kai Hansen) e fu scritta così per i live, ma fu lasciata nella registrazione per aggiungere un tocco di umorismo all’album
  2. Nell’album “Pink Bubbles Go Ape” (1991) c’è una traccia chiamata “Heavy Metal Hamsters”, che secondo il chitarrista Michael Weikath era pensata più come lato B scherzoso che come traccia principale dell’album.
  1. “Keeper of the Seven Keys: Part I” fu quasi un doppio album, all’epoca del primo lavoto della serie “Keeper”, la band propose alle etichette di farne un doppio LP. Le etichette rifiutarono, quindi fu pubblicato un solo album.
  2. Nel primo EP “Helloween” del 1985 c’è un’interessante citazione: l’intro della traccia “Starlight” è presa dal film horror “Halloween III: Season of the Witch”.
  3. Durante il periodo dei Keeper, Hansen ammise che la canzone “I Want Out” (1988) esprimeva la sua voglia di uscire dalla band.
  4. Esiste una tiratura limitata di 750 copie del singolo “Dr. Stein” in vinile trasparente con copertina a pop-up con una zucca in rilievo. Questa tiratura è diventata oggetto quasi mitico tra i collezionisti.
  5. Esiste un picture-disc 12″ a forma sagomata del 1989, non autorizzato, che contiene solo un’intervista alla band (senza musica), edito da una piccola etichetta inglese (“Tell Tales”). (Vinyl Records). Questa release è praticamente sconosciuta al grande pubblico e si trova solo in cerchie ristrettissime di collezionisti.
  6. L’album”Chameleon” (1993), fu un tentativo della band di sperimentare con pop e funk. Kiske lo ha difeso più volte, dicendo che “era solo un esperimento artistico finito male, ma sincero”.

E infine, la mia personalissima classifica degli album migliori:
1 – I due Keeper
2 – Walls of Jericho
3 – Better Than Raw
4 – Master of the Rings
5 – The Time of the Oath
6 – Pink Bubbles Go Ape
7 – Giants & Monsters
8 – The Dark Ride
9 – Helloween
10 – Chameleon (si lui,  per me questo è un album troppo avanti ancora oggi, figuriamoci  nel 1993, un giorno verrà capito)
11 – Gambling with the Devil
12 – Keeper of the Seven Keys – The Legacy
13 – Rabbit Don’t Come Easy
14 – My God-Given Right
15 – Straight Out of Hell
16 – 7 Sinners

E ora non ci resta che aspettare il 19 novembre! Happy Happy Helloween oh ohh oh ohhhh

HELLOWEEN – 40 YEARS ANNIVERSARY TOUR
Unipol Forum – ASSAGO (MI)
mercoledì, 19 novembre 2025 alle ore 19:30
Very special guests  BEAST IN BLACK
I biglietti sono in vendita su MC2Live.it, vivaticket.com

Fabio De Carlo

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Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie gli capitano Europe e Bon Jovi e Kiss, ma è con gli Iron Maiden prima e gli Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, ci sono riuscito solo in parte, tuttavia ho iniziato presto coi concerti, avevo 14 anni quando ho preso parte al leggendario Monsters of Rock 88. 
Successivamente arriva passione per la fotografia, nei primi anni 2000, che mi accompagna ancora oggi e mi da la possibilità di fotografare i miei "idoli" dal Pit. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

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