Graveland – Recensione: Spears Of Heaven

I Graveland, polacchi, sono uno dei vari progetti del musicista Rob Darken, impegnato qui in un ensamble di epic/pagn metal (così come viene definito dall’artista) che stilisticamente si può ricondurre ai Bathory del periodo mediano.

Devoto agli insegnamenti di Quorthon, lo stesso Rob si è spostato da un iniziale black metal di stampo classico alle tematiche mitologiche e vichinghe, plasmando il suo canale espressivo con una maggiore ricerca melodica e adottando un panorama lirico differente. Piuttosto longevi (i Graveland sono attivi dal 1992), i nostri hanno dunque adottato una linea evolutiva simile a quella del compianto svedese, sebbene via siano ovvie differenze.

“Spears Of Heaven” è infatti un disco molto ruvido e oscuro, le continuità si potrebbero tracciare con “Blood Fire Death”, ma l’espressività musicale di Rob Darken è comunque molto più essenziale e priva di orpelli. A tratti il nostro inserisce dei passaggi atmosferici di tastiere a creare brevi introduzioni, tuttavia il corpo sonoro di ogni singola canzone è vicino al black a tutto tondo, con riff graffianti e sensazioni sulfuree, voce molto “secca” e gracchiante, alcuni rallentamenti a sottolineare i momenti più epici.

La produzione è volutamente scarn, come era lecito aspettarsi, ma al di là di questo, tutto il lavoro soffre di eccessiva ripetitività e una fantasia esecutiva ai minimi termini. Brani lunghi e molto somiglianti tra loro sono un handicap che l’ensemble polacco soffre in maniera sentita ed è un peccato constatare come la sensazione di grandeur suggerita spesso da ascolti simili, sia quasi del tutto inesistente.

Un disco noioso e senza sorprese. Gli indomiti seguaci del panorama underground potrebbero apprezzare, a noi invece appare tutto anacronistico.

Voto recensore
5
Etichetta: No Colours / Masterpiece

Anno: 2009

Tracklist: 01.Spears Of Heaven
02.Walls Of The Red Temple
03.Flame Of Doom
04.Braid Of A Pride Valkyria
05.When Valkyries Come
06.Sun Wind
07.Return To The Northern Carpathia
Sito Web: http://www.myspace.com/truegraveland

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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