In Flames – Recensione: Soundtrack To Your Escape

In Flames. Un nome che ha sempre delineato confini instabili e soggetti a mutamenti graduali ma continui. Un nome che ha ripetutamente voluto esser la miglior immagine possibile di sè in quel particolare momento, come un manifesto che cambia slogan ma non il concetto che ne sta alla base. Un nome che, dopo sette album, ha ancora voglia di mettersi in gioco, indifferente alle richieste ed alle pretese di chi tanto lo ospita sulla propria bocca.

E così Anders Friden e compagni si compiacciono di se stessi nella loro costante volontà di fare e disfare, volta dopo volta, decidendo da che punto e con che carico di bagagli ripartire per la tappa successiva. ‘Soundtrack To Your Escape’ è la colonna sonora di una band che dopo le dichiarazioni battagliere di ‘Reroute To Remain’ riprende là dove il suo predecessore aveva più osato. La velocità degli esordi si è mitigata in favore di ritmiche più cadenzate e spezzettate in grado di fornire ai brani il giusto groove. La melodia è ora come non mai arma chiave dell’espressione artistica degli In Flames: quando il richiamo alle tradizionali melodie chitarristiche di scuola svedese non è più marcato, sono le malinconiche e gotiche linee vocali di Friden (sempre più dedito a sperimentare filtri ed effetti con la sua voce) a far viaggiare le emozioni, affiancate dall’apporto dell’elettronica, ben incastonata nell’impianto sonoro del disco.

L’apertura affidata alla nervosa ‘F(r)iend’ è un grido feroce e straziante, il ritmo di ‘The Quiet Place’ trasuda disperazione ed invoca pace ed aria pura da poter respirare, ‘My Sweet Shadow’ e ‘Evil In A Closet’ si tingono di tonalità cupe, per poi lasciare spazio all’aggressività di ‘In Search For I’, capace ancora di graffiare e viaggiare senza sbandamenti su ritmi sostenuti.

Le intenzioni sono dunque chiare, il percorso è tracciato con attenzione e determinazione, ma non tutti i passi sembrano esser portati a termine con la dovuta disinvoltura. L’incedere di ‘Soundtrack To Your Escape’ è discontinuo, generalmente buono, su livelli standard per una band affermata come gli Svedesi, ma solo in alcune occasioni in grado di spiccare e convincere a pieno. Era difficile, viene da pensare, ripetersi con la stessa efficacia dopo una grande prova come ‘Reroute To Remain’. Va comunque riconosciuta e premiata la coerenza di cinque musicisti che non si vogliono accontentare, prendendo sempre con coraggio scelte che già prima di vedersi realizzate sanno che faranno discutere.

Un nome, un’attitudine. In Flames.

Intervista ad Anders Friden e Peter Iwers

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01. F(r)iend

02. The Quiet Place

03. Dead Alone

04. Touch Of Red

05. Like You Better Dead

06. My Sweet Shadow

07. Evil In A Closet

08. In Search For I

09. Borders And Shading

10. Superhero Of The Computer Rage

11. Dial 595-Escape

12. Bottled


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