Dragonforce – Recensione: Sonic Firestorm

Arriviamo subito al punto senza troppi giri di parole: ‘Sonic Firestorm’ dei Dragonforce è veramente un buon disco! Per una volta dice bene la presentazione, che illustra la band come capace di “abbattere tutti i limiti del power metal melodico”. In effetti, fin dalle prime note dell’opener ‘My Spirit Will Go On’, si nota come i Dragonforce sappiano superare ogni cliché, arricchendo una proposta musicale fin troppo inflazionata con passaggi epici, ma sempre “controllati” da una forte vena melodica. Gli episodi più riusciti del disco sono a nostro parere ‘Soldiers Of The Wasteland’, una suite di circa dieci minuti di durata in cui il sound dei nostri appare più che mai sfaccettato, originando un’intrigante cocktail tra lo speed metal e passaggi di tastiera carichi di pathos. Questo groove “positivo” (il che non significa mieloso…) emerge anche nella semi-ballad ‘Dawn Over A New World’, in cui si pongono in primo piano le chitarre acustiche e i tasti sensuali del bravo Vadim Pruzhanov. Bisogna riconoscere che i Dragonforce sanno anche pestare però, e la facciata più “classic metal” della band emerge in ‘Fury Of The Storm’ e ‘Prepare For War’. I due brani sono veloci e si snodano lungo una sezione ritmica compatta, ma sempre arricchiti da refrain dal flavour epico e di facile assimilazione per l’ascoltatore. Una tecnica che si rivela una carta vincente, poiché durante l’ascolto di ‘Sonic Firestorm’ non troveremo alti e bassi, ma un costante susseguirsi di pezzi di ottima fattura. I nostri complimenti vanno al singer ZP Theart, voce ruvida e corposa e al funambolico axe man Herman Li, autore di tappeti di riff giocati sulla distorsione e assoli evocativi. Un ascolto fortemente consigliato.

Voto recensore
7
Etichetta: Noise / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.My Spirit Will Go On
02.Fury Of The Storm
03.Fields Of Despair
04.Dawn Over A New World
05.Above The Winter Moonlight
06.Soldiers Of The Wasteland
07.Prepare For War
08.Once In A Lifetime


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi