Crowbar – Recensione: Sonic Excess In Its Purest Form

Più che l’eccesso, il dolore. Ecco l’elemento fondante dei Crowbar. La sofferenza, il lento trascinarsi di vite rovinate. Suona noioso e fintamente decadente? I quattro minuti abbondanti di ‘The Lasting Dose’ vi aiuteranno a capire: odio o amore. Insofferenza per lo slabbramento strascicato di heavy freaks intossicati o l’estremo evocare la catarsi finale, questione di vibrazioni. La somma lezione dei Black Sabbath innaffiata dello stesso blues e gonfiata con la produzione odierna: le ecchimosi sono quelle di qualche dipendenza più o meno confessabile, gli occhi gonfi di lacrime quelli di tutti i giorni. ‘Thru The Ashes (I’ve Watched You Burn)’ grida vendetta nel solito linguaggio grezzo e lento, pachidermico allo sfinimento, ma l’arpeggio/tessitura iniziale è quanto di più intenso i Crowbar abbiano mai scritto. Dopo la parziale irrisolutezza del pur buono ‘Equilibrium’, pezzi del genere si trasformano in obbligatorio atto di fede nei confronti della brutale epifania metallica di ‘Sonic Excess In Its Purest Form’. Ridondanti, ripetitivi, monolitici: eppur grandissimi.

Etichetta: Spitfire / Edel

Anno: 2001

Tracklist: Tracklist: The Lasting Dose / To Build A Mountain / Thru The Ashes (I’ve Watched You Burn) / Awakening / Repulsive In Its Splendid Beauty / Counting Daze / In Times Of Sorrow / It Pours From Me / Suffering Brings Wisdom / Failure To Delay Gratification / Empty Room

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