Lacrimas Profundere – Recensione: Songs For The Last View

Le genesi dei tedeschi Lacrimas Profundere ha visto la band dirigersi dal doom metal degli esordi a un gothic rock orecchiabile e d’effetto, una formula perfettamente ripetuta nell’ottavo full-length “Songs For The Last View”.

L’ensemble bavarese punta su delle canzoni relativamente snelle e irrorate da una dose costante di melodia, ora nei pastiche elettronici, ora nei tappeti di riff giustamente assimilabili, condendo il tutto con dei refrain mnemonici. Nulla di nuovo, questo è vero, ma a quanto pare la vena compositiva è ancora solida e il disco si ascolta con piacere. Dopo un brano scanzonato ma con una vena di malinconia come “A Pearl”, la successiva “The Shadow I Once Kissed” ci porta in quel mondo fatto di romanticismo e introspezione, con tanto di voci femminili e piccoli cammei sinfonici. La voce profonda e sofferente di Rob Vitacca è ottima accostata al genere proposto e sebbene la seconda tranche di brani finisca per essere un pizzico più ripetitiva, “Songs For The Last View” scorre in modo gradevole.

Un disco senza grosse pretese artistiche, se non quella di risultare intrigante e piacere ai fruitori del genere. In questo senso, bersaglio centrato.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01.The Last View
02.A Pearl
03.The Shadow I Once Kissed
04.Veins
05.We Shouldn’t Be Here
06.A God’s Ocean
07.Suicide Sun
08.Dear Amy
09.A Dead Man
10.Sacrifical Lamb
11.Lullaby For A Weeping Girl
12.While

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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