Sonata Arctica – Recensione: Clear Cold Beyond

Esistono band che hanno un loro marchio di fabbrica, che riconosci già al primo riff. Spesso queste band restano per anni in una sorta di zona di comfort dalla quale difficilmente decidono di uscire. Poi ci sono i Sonata Arctica, che almeno fino a “Reckoning Night”, hanno sempre pubblicato album Power Metal dal classico mood scandinavo che, insieme ai connazionali Straovarius, possono essere considerati fra i più influenti di questo genere.
Poi è successo che la band di Kemi ha avuto il coraggio di evolversi. Che piaccia o no, i Sonata Arctica nel corso della loro lunga strada hanno scelto di sperimentare, a volte suscitando qualche perplessità da parte dei fans, ma la band è sempre andata dritta per la propria strada, maturando e arrivando a pubblicare album come questo “Clear Cold Beyond“.
Ed è una sorpresa, specialmente paragonato al precedente “Talviyö“, che era decisamente più morbido, la nuova release torna a ripercorre sonorità che la band aveva in un certo senso messo da parte, semplicemente perchè in quel periodo, in cui non a caso si sono esibiti spesso in concerti acustici, per i Sonata Arctica era giusto così.
Clear Cold Beyond” è un lavoro davvero ispirato, con un compromesso tra melodia ed energia, doppia cassa precisa, potente e predominante per l’intera durata dell’album, assoli di chitarre e tastiere che si intrecciano in modo autorevole. Le dieci canzoni dell’album si assestano tutte intorno ai cinque minuti; siamo al cospetto di un album introspettivo e intrigante le cui basi sono un Symphonic Power Metal di chiara matrice finlandese. Quaesto si evince subito nella open track, “First In Line”, canzone che strizza l’occhio ad alcuni brani storici della band, con una doppia cassa impietosa e un ottimo work guitar, elementi che ritroveremo in ogni episodio.


La successiva “California” parte con un riff fra chitarra e tastiera che poi sarà la colonna portante dell’intero brano, andando a riprendersi anche durante il refrain  che risulta davvero accattivante, mentre  in “Shah Mat” abbiamo un inizio cadenzato con cori epici che accompagno una intro tastieristica, per poi esplodere nel solito refrain immediato accompagnato a  sua volta  da un gioco di tastiere che si integra alla perfezione con il lavoro alle sei corde di Elias Viljanen, per poi sfociare lentamente nella successiva “Dark Empath”, che probabilmente è la canzone dell’album con il bridge più accattivante. 

“Cure For Everything” presenta ancora una doppia cassa esplosiva, come si vede in  “First In Line”; anche in questo caso si ha la netta e piacevole sensazione di ascoltare un brano pescato dal glorioso passato della band, sicuramente uno dei pezzi più speed di “Clear Cold Beyond“. 


Al giro di boa troviamo “A Monster Only You Can’t See”, forse il brano più complesso o quanto mento articolato; davvero accattivante il giro di chitarra che accompagna il refrain intrecciandosi in modo squisito con tutta la struttura del brano. Questo è il classico pezzo che dal vivo potrebbe dare parecchie soddisfazioni immaginando il pubblico che canta all’unisono il refrain apparentemente semplice ma allo stesso modo emozionante. 
“Teardrops” è un’altro brano ben confezionato che prepara il campo con una melodica outro al pianoforte alla suggestiva “Angel Defiled”, altro brano articolato con un refrain che non si può fare a meno di cantare.  Stiamo ascoltando una canzone elegante con una interpretazione di Tony Kakko a tratti teatrale, che si amalgama ai riff e al suggestivo refrain con la doppia cassa come sfondo a dettare i tempi. 
Si prosegue con la bellissima “The Best Things”, la cui intro al pianoforte potrebbe far pensare a una classica ballad; in realtà, sebbene i tempi si abbassino rispetto alla precedente “Angel Defiled”, si tratta di un brano il cui refrain si stampa nella testa con una sensazione di piacevole soave rilassatezza. 
Con la title-track cala il sipario su Clear Cold Beyond, un brano più oscuro e introspettivo, che posto in chiusura si trova benissimo, cambiando direzione a quanto ascolto fino ad ora.

Clear Cold Beyond” è una sinfonia da ascoltare tutta d’un fiato dalla prima all’ultima canzone, lasciandosi trasportare da un Power Metal, elegante a tratti confidenziale intimo, ma decisamente trionfale.

Etichetta: Atomic Fire

Anno: 2024

Tracklist: 01. First In Line 02. California 03. Shah Mat 04. Dark Empath 05. Cure For Everything 06. A Monster Only You Can't See 07. Teardrops 08. Angel Defiled 09. The Best Things 10. Clear Cold Beyond
Sito Web: https://www.facebook.com/sonataarctica

Fabio De Carlo

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Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie le capitano Europe e Bon Jovi, ma è con gli Iron Maiden prima e Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, non ci sono mai salito, ma ho iniziato presto coi concerti, Monsters of Rock 88. 
La passione per la fotografia arriva più tardi, nei primi anni 2000. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

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