Spock’s Beard – Recensione: Snow

Nulla da dire, questa volta Neal Morse e soci hanno veramente fatto le cose in grande. ‘Snow’ è infatti un monumentale concept dalla durata di quasi due ore suddiviso in 26 pezzi che mette musica la vita di ognuno di noi, narrandola con gli occhi di un ragazzo albino (‘Snow’, appunto) dotato dello straordinario potere di stabilire un contatto empatico con i sofferenti e mostrare loro la strada per la guarigione. Una sorta di Cristo contemporaneo, un dottore dell’anima, ma anche un uomo come tutti gli altri che troverà sulla sua strada l’amore e scoprirà la sofferenza, imparerà tutto sulla vacuità dell’esistenza e la forza dell’amicizia, finendo egli stesso per essere salvato da coloro che tanto aveva aiutato. Una storia ricca di emozioni, un progresso della coscienza che non poteva certo essere liquidato da un accompagnamento musicale standardizzato. L’intreccio drammatico si miscela così con una proposta che allarga enormemente il raggio d’azione rispetto al passato, fuoriuscendo dalla catalogazione ‘Progressive Rock’ imposta dalle ragioni del mercato per abbracciare uno stile definibile esclusivamente ‘Musica’. Ed è proprio qui che risiede l’espressività di questo affascinante lavoro. Non c’è infatti alcuna forzatura stilistica, tutto nasce per la necessità di descrivere il susseguirsi degli eventi. Non ci si stupiamo quindi che i momenti più tristi siano sottolineati da una delicatezza introspettiva inedita e che allo stesso tempo non manchino frangenti caratterizzati da un’anomala durezza di suoni. Non rinunciano proprio a nulla gli Spock’s Beard per mantenere alta la tensione e trascinarvi in un dedalo di sensazioni cui è difficile restare indifferenti. Se avete un cuore seguiteli, non avrete nulla di cui pentirvi.

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: CD 1: Made Alive-Overture
Stranger In A Strange Land
Long Time Suffering
Welcome To NYC
Love Beyond Words
I’m Sick
Devil´s Got My Throat
Open Wide The Flood Gates
Open The Gates Part 2
Solitary Soul
Wind At My Back
CD 2: 2nd Overture
4th Of July
I´m The Guy
Reflection
Carie
Looking For Answers
Freak Boy
All Is Vanity
I´m Dying
Freak Boy Part 2
Devil´s Got My Throat Revisited
Snow´s Night Out
Ladies And Gentleman Mr. Ryo Okumoto
I Will Go
Made Alive-Wind At My Back

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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