Metallus.it

Alcatraz – Recensione: Smile Now Cry Later

Prendono il nome dal tristemente famoso carcere situato nella baia di San Francisco, città di provenienza del quintetto degli Alcatraz. “Smile Now Cry Later” è un ottimo concentrato di hardcore prima maniera, chiara l’influenza assorbita dalla scena dell’east cost, con New York centro nevralgico negli anni ’80: Agnostic Front, Cro-Mags, Youth Of Today e Murphy’s Law.
Gli Alcatraz si sono fatti le ossa girando l’Europa in compagnia dei First Blood, raccogliendo consensi e stima da tutto l’ambiente ma, soprattutto, un contratto discografico con la label tedesca Demons Run Amok.

L’album contiene tracce dal ritmo sostenuto, suonate con una certa elasticità ritmica che esalta il drumming di Edski, anche il rifframa risulta abbastanza vario, nonostante il genere e nessuna clemenza per la melodia. L’attitudine ed una buona dote compositiva in dote sono gli elementi di maggior spicco, oltre ovviamente ad una serie di testi al vetriolo sputati dalle corde vocali di Justin Coote. I titoli dei brani parlano da sè, l’incazzatura verso il mondo è tanta ed i motivi non mancano.

Bellicosi

Exit mobile version