Slaughter To Prevail + Ingested: Live Report della data a Trezzo Sull’Adda

Un mercoledì importantissimo a Trezzo sull’Adda per il primo concerto in assoluto degli Slaughter To Prevail, capitanati dal celebre Alex The Terrible insieme al suo tumultuoso passato, con il quale sembra avere messo una pietra sopra. Infatti è proprio grazie alla sua nuova vita negli States che il progetto ha preso letteralmente il volo permettendogli di vivere il suo sogno di musicista, dando così la possibilità anche ai tantissimi fan, italiani e non, di godersi una sua performance dal vivo. Ma non è tutto oro quel che luccica…

INGESTED



Il concerto si apre puntualissimo alle 20:30 con gli inglesi Ingested, che porteranno dal vivo il loro ultimo riuscitissimo album, “The Tide Of Death And Fractured Dreams“, ma non solo. Quello che più li caratterizza è sicuramente la violenza che portano sul palco. Con questa sono cinque le volte che ho potuto vederli live e ogni volta è sempre una bella esperienza, sia per quanto riguarda i suoni che per la loro tempra, con un Jason Evans al microfono davvero in serata e super emozionato di poter suonare in Italia in posti grandi. Come detto poc’anzi, l’apertura del set è lasciata a due singoli di ultima uscita: “Paragon Of Purity” e “Pantheon”, dalle quali però si evince subito una cosa che fa storcere un po’ il naso al sottoscritto. I suoni sono equilibrati e puliti, ma incomprensibilmente bassi. Talmente bassi che potevo dialogare senza dover alzare la voce. Che sia una scelta o una circostanza non ve lo so dire, sicuramente un volume più alto non avrebbe fatto male, anzi.
Sarà questo l’unico neo del loro concerto, che li vedrà impegnati poco più di mezz’ora, durante la quale saranno i mosher i veri protagonisti, con circle pit e walls of death a gogo, culminando la violenza con “Cremated Existence”. In questo momento Evans, non contento dell’ampiezza del pit, ferma tutto per ingigantire ancor di più la zona calda del Live Club, gettando benzina sul fuoco e confrontando i nostri vari circle pit con quelli sloveni del giorno prima. Risultato? Sotto il palco sangue che scorre a fiumi e Ingested davvero entusiasti di essere riusciti nell’intento di convogliare ogni presente con la loro musica. 

Con loro è sempre un gran divertimento, bellissimo inizio di serata.

Setlist:
01- Paragon Of Purity
02- Pantheon
03- Shadows In Time
04- Better Off Dead
05- Cremated Existence
06- Endless Machine
07- Impending Dominance

SLAUGHTER TO PREVAIL

Non vi nego una certa emozione nel poterli vedere finalmente dal vivo, dopo una vita ad ascoltare i primi EP, ma soprattutto Alex e i suoi video cover sul suo canale YouTube che lo hanno reso celebre ben prima del suo progetto musicale. Certo è che i dieci minuti di musica elettronica pre ingresso palco erano davvero evitabili, ma tant’è. Siamo qui e siamo contenti di essere battezzati al suono di “Bonebreaker”. Neanche il tempo di avere tutta la band sul palco che già si stanno menando, con gli STP e le loro maschere di rito a darci il benvenuto in questa piovosa serata milanese. Segue subito dopo una delle loro più celebri canzoni di Kostolom, ovvero “Baba Yaga”, famosa soprattutto per l’intensità vocale prima del break-down, che conferma tutte le mie aspettative sull’impatto che avrebbe avuto Alex sul microfono. La tecnica che mette sempre in mostra nei suoi video c’è e si sente, un po’ meno le chitarre, che vengono abbondantemente coperte dal suono della batteria e del suo rullante, peccato.  
A questo seguirà una compilation degli ultimi singoli, come “Viking” o “CONFLICT”, ma il momento più alto lo si raggiunge a metà set con la messa in opera di “Bratva”, durante la quale contiamo il primo caduto della serata. Durante il wall of death Alex, dal palco, nota subito un ragazzo che cade di testa e ferma subito tutto per far intervenire i soccorsi. Dopodiché domanderà ai presenti innanzitutto se sta bene e poi se si vuole ricominciare dall’inizio la canzone, ottenendo una risposta scontata da parte di tutti.
Ci sarà spazio anche per la cover di “Du Hast” dei Rammstein, prima del solito giochino di uscire e rientrare dal palco, chiudendo con “I Killed A Man” e salutare così il pubblico tricolore. 
Dodici canzoni sono poche, ma per via dell’intensità del set e di come è stato suonato, penso che non ci si possa assolutamente lamentare. Lo stesso discorso vale per la performance degli Slaughter To Prevail, davvero precisa e perfetta, se non fosse stato per i suoni…

Del resto, tanti di noi erano qui solo per poter vedere l’uomo che abbraccia gli orsi sul palco, omaggiandolo con cori anche durante il concerto e con Shikolai davvero emozionato. Il suo passato credo, e spero, sia un lontano ricordo perché ha dimostrato di essere una persona di carattere, e che si può cambiare nel corso della propria vita. 

Rimane da sottolineare il problema ormai annoso del costo elevato del merchandising, che non tende a diminuire in nessuna occasione e che anche questa volta ha raggiunto cifre più che ragguardevoli.

Setlist:

01- Bonebreaker
02- Baba Yaga
03- Demolisher
04- Viking
05- Agony
06- CONFLICT
07- Hell
08- Bratva
09- 1984
10- Kid Of Darkness
11- Du Hast (Rammstein cover)
12- I Killed A Man

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