Echtra – Recensione: Sky Burial

“Sky Burial” è la terza fatica sulla lunga distanza della one-man band degli Echtra, progetto creato dall’omonimo polistrumentista di Olympa, Washington. L’album rappresenta appunto il terzo capitolo di un viaggio in quel sottomondo popolato da fate e altre creature vicine alla concettualità pagana con cui la band estende il proprio panorama lirico. Da un punto di vista stilistico, la miscela usata è caratterialmente simile ad alcuni esponenti del filone post black metal (i più vicini che ci vengono in mente sono Les Discrets), eppure non mancano numerosi elementi distintivi che di fatto rendono gli Echtra un’entità degna di interesse. Innanzitutto notiamo come la “favola noir” che ci viene narrata sia divisa in due lunghi capitoli di ventitre minuti ciascuno, dove la componente black metal è sì esistente, ma la avvertiamo soprattutto nelle atmosfere crepuscolari e arcaiche, poiché il sound è quasi esclusivamente acustico, tanto che si potrebbe parlare anche di un neo folk dettato dagli armonici arpeggi. Tuttavia, a trionfare è il silenzio, è una forte sensazione notturna che permea il mondo fatato presentato dall’autore. Segnaliamo poi come la voce sia assolutamente di complemento e intervenga solo di rado come narratore esterno. “Sky Burial” lascia dunque che sia la musica a parlare e nonostante la lunghezza del platter, le atmosfere tessute riescono sempre a intrigare, con un tocco di naturale sensualità.

Voto recensore
7
Etichetta: Temple Of Torturous

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Sky Burial I

02.  Sky Burial II


Sito Web: http://echtra.bandcamp.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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