Skunk Anansie: Live Report della data di Milano

Skunk Anansie: sold out e capisco perché!

Non sono un tipo che crede eccessivamente nelle reunion, ma come tradizione vuole, esiste sempre un’eccezione che conferma la regola. E’ con poche aspettative che approdo in quel del Palasharp, convinto che anche nel caso degli Skunk Anansie sia dettata da motivi commerciali, forte del fatto che il loro nuovo album, “Smashes And Trashes”, è in realtà una raccolta. Mai presa una cantonata più grande!

Scaldano il pubblico i britannici The Chemists, con già una buona esperienza di live e cinque album alle spalle. Mai sentiti prima, ma se gli Skunk Anansie li hanno scelti come supporter, un motivo ci sarà: lo trovo nelle loro prime note, un rock orecchiabile e pulito con richiami al brit pop old school, melodie semplici ma accattivanti e parti di assolo tutto sommato coinvolgenti, oltre ad un front-man, Johnny Benn, con un carisma di tutto rispetto. Il pubblico freme,vuole gli Skunk Anansie, tenerli calmi non è facile,ma i Chemists ci riescono e bene. Non saranno una formazione da top chart ma indubbiamente meritano. Promossi!

Quando il palco è vuoto l’eccitazione di un Palsharp sold out diventa palpabile, fino all’irrompere sul palco di una Skin paillettatissima ed in forma smagliante. Fin dai primi gorgheggi il suo sound si fa sentire, è puro "Post Orgasmic Chill", un album a cui sono molto legato, pur differendo molto dai miei ascolti tradizionali. Per chi li aveva visti a Genova durante l’MTV Day, lo spettacolo che offrono rispetto a Settembre, che vedeva Skin reduce da influenza e senza voce, è molto diverso e decisamente migliore. Il pubblico è in delirio, canta "Selling Jesus", "Charlie Big Potato" e "Because Of You" a pieni polmoni (ed io con loro)…e siamo solo ai primi tre pezzi. Purtroppo il concerto è interrotto da alcuni problemi all’impianto audio (ai fari penzolanti ci aveva pensato prima un bravissimo tecnico), con Skin che si gira verso le quinte e dice che se vogliono, potrebbe prestare lei le 500 sterline che servono per una buona attrezzatura…Subito dopo catalizza l’impazienza del pubblico e parte in mezzo a loro per il primo di una serie di stage diving: cammina, nuota, si fa trascinare, sorride, stringe mani e non smette di cantare. Questo è tenere il palco e Milano lo apprezza, dimostrando un calore unico e continuando a cantare su "Secretly", "Weak", "Brazen", "Hedonism", "Little Baby Swastika". Un cavallo di battaglia dopo l’altro, senza la minima pausa, senza il minimo calo, fino all’apoteosi conclusiva di "You’ll Follow Me Down" che Skin accompagna con la chitarra acustica. Un concerto emozionante, intenso, unico, che vede gli Skunk Anansie in piena forma dominare il palco regalando emozioni a non finire.

Copyright immagini RITUAL ART 2009

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