Liv Kristine – Recensione: Skintight

Per la serie tutti in famiglia. Abbiamo appena parlato del nuovo album degli Atrocity, poteva mancare la release solista della bella Liv Kristine? Assolutamente no. Ed ecco dunque “Skintight”, terzo capitolo della vocalist tedesca registrato insieme al marito Alex Krull e a Thorsten Bauer, anch’esso colonna portante degli Atrocity o se preferite dei Leaves’Eyes (fate voi, è la stessa cosa).

Ironia a parte , “Skintight” è un gradevole album di gothic rock che prevedibilmente valorizza le doti canore di Liv, alternando brani vagamente piacioni come la titletrack dagli accenni elettronici o “Emotional Catastrophies” ad altri permeati da suoni acustici e tocchi folk, ad esempio “Train To Somewhere”, “Wonders” e “The Rarest Flower” (quest’ultima davvero carina, peccato per il testo di una banalità imbarazzante). Nulla di eclatante ma il tutto è reso con la professionalità del caso, sia per quanto riguarda la tecnica esecutiva che per la produzione, assolutamente perfetta. A questo dobbiamo aggiungere come la voce di Liv sia, se non particolarmente versatile nel contesto, un filo conduttore di ottima fattura che riesce a regalare emozioni. Niente di più e niente di meno.

“Skintight” è un disco di innocuo pop/rock, ma è piacevole dalla prima all’ultima nota.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist: 01. Skintight
02. Twofold
03. Train To Somewhere
04. Love In Grey
05. Emotional Catastrophies
06. Lifeline
07. Boy at the Window
08. Wonders
09. Versified Harmonies
10. The Rarest Flower
Sito Web: http://www.myspace.com/livkristinepage

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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