Pretty Boy Floyd – Recensione: Size Does Really Matter

E’ proprio vero che nello show biz non esistono le meteore. Il wharoliano quarto d’ora di gloria, una volta ottenuto, non è destinato ad essere episodio unico, ma dà la chance almeno a un ritorno per i nostalgici, qualche anno dopo. E quindi ecco rispuntare pure il nome dei Pretty Boy Floyd, una delle macchiette della scena glam anni ’80, uno dei gruppi più presi in giro della storia (il nome Ugly Kid Joe vi dice nulla?), e tuttavia capaci di ritagliarsi un seguito di nicchia negli estimatori del genere, per il loro unico lavoro ‘Leather Boyz With Electric Toyz’.

Il cantante Steve ‘Sex’ Summers (unico membro originale presente), dopo anni di onestissimo anonimato con gli Shameless, un tour ed un EP lo scorso anno a nome PBF, decide di rispolverare il glorioso nome anche su disco. I risultati sono per la verità abbastanza deludenti. L’ispirazione è molto più street che glam, le canzoni sono piuttosto crude e dirette, senza quelle melodie zuccherose che avevano fatto apprezzare i PBF, e senza nemmeno la carica e i brani orecchiabili degli Shameless. Questi ultimi paradossalmente appaiono più in linea con i PBF originali, rispetto alla musica più grezza proposta in questo ‘Size Does Really Matter’, una sorta di hard rock in salsa scandinava non molto convincente. Nemmeno fastidioso, per carità, ma non si capisce proprio il senso di tutta l’operazione.

Voto recensore
5
Etichetta: TB Records/Self

Anno: 2004

Tracklist: TRACKLIST
01 - Dead
02 - It's Alright
03 - Suicide
04 - I've Got Nothing
05 - Earth Girls
06 - Things I Said
07 - Another Day (In The Death Of America)
08 - 2 Heads 2 Faces
09 - Fuck The Rock
10 - 727

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