Six Foot Six – Recensione: Beggar’s Hill

Mi ritrovo a recensire il nuovo album della creatura di Kristoffer Göbel (leggi qui la recensione), dopo che il precedente “End Of All” mi aveva lasciato un senso di incompletezza, con ottimi spunti che nel complesso si disperdevano.

Il nuovo album sembra affrontare lo stesso problema; in “Raise The Dead“, le idee ci sono, ma si perdono in molti passaggi troppo ripetitivi.

Un po’ sconsolato, convinto di trovarmi di fronte a un’altra occasione mancata, procedo, e già con “Tears” l’impatto è molto diverso. Il brano si evolve e varia piacevolmente; non ci sono grandi innovazioni, ma il brano è sicuramente divertente. Una via di mezzo con “Voices Inside“: se fosse durato un minuto in meno, sarebbe stato ottimo. Purtroppo anche qui, la ripetizione alla lunga stufa.

Continua questa altalena tra brani buoni e altri meno con “Beggar’s Hill“, che non inventa nulla di nuovo ma ci tiene sul pezzo per tutta la durata. In alcuni momenti sembra un po’ appiattirsi, ma si riprende prima del punto di rottura.

Arriviamo a metà album con “Analog Man“, brano molto debitore ai Ghost e quindi molto orecchiabile, che perde un po’ di slancio con una parte parlata un po’ troppo lunga e la successiva “Riding The Tide”, che parte fortissimo con un sound del Dickinson solista del primo periodo, per poi infrangersi sugli scogli (scusate il gioco di parole).

Fire Will Burn” è gradevolmente roccioso, bello compatto che va subito al punto e lo mantiene per tutta la durata.

Chiudiamo con il trittico di “A Templar’s Tale“, “The Prodigy” con i suoi giri maideniani, odora di un po’ di sentito; ci si può passare sopra senza troppi problemi perché alla fine risulta divertente. “The Siege” è un lentone; anche qui nessuna innovazione, ma le fonti sono più sparse e l’interpretazione in qualche modo più personale e sentita. “The Homecoming” ha un ottimo impatto che riesce a mantenere per tutta la durata del pezzo, con qualche cambio di velocità ben collocato; è il brano migliore del disco.

Purtroppo il giudizio non è cambiato molto rispetto al precedente. Credo che se tutti i brani fossero stati un po’ più brevi, la valutazione sarebbe stata di gran lunga migliore. Purtroppo, con brani eccessivamente lunghi, le idee, che indubbiamente ci sono, vengono rese noiose e ripetitive.

Etichetta: SCARLET RECORDS

Anno: 2023

Tracklist: 01. Raise The Dead 02. Tears 03. Voices Inside 04. Beggar's Hill 05. Analog Man 06. Riding The Tide 07. Fire Will Burn 08. The Prodigy (A Templar's Tale pt. 1) 09. The Siege (A Templar's Tale pt. 2) 10. The Homecoming (A Templar's Tale pt. 3)
Sito Web: https://www.facebook.com/SixFootSixTheBand

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