Sister: “Sono sempre stati l’oscurità e i momenti difficili a stimolare la mia creatività” – Intervista a Jamie Anderson

“The Way We Fall” è il nuovo lavoro in studio dei Sister uscito pochi giorni fa tramite Icons Creating Evil Art e rappresenta un ottimo punto di ripartenza per la band svedese, dopo il valido “Vengeance Ignited” uscito quattro anni fa. Il loro mix travolgente di street metal e shock rock, tanto ruffiano quanto efficace, accompagnato dalla teatralità che da sempre li contraddistingue rende questo album un must have per tutti gli amanti di queste sonorità. Incuriositi da tutto questo abbiamo contattato Jamie Anderson (il frontman della band ) per saperne di più.

Ciao Jamie, benvenuto su Metallus. E’ un piacere averti qui con noi. L’ultimo album della band “Vengeance Ignited” è uscito nel 2021, in un periodo molto difficile a causa della pandemia. Quanto questa situazione ha influenzato il processo creativo di questo nuovo lavoro e cosa ci puoi raccontare dell’album nello specifico, di cosa parla?

Certo, è stato deludente non poter andare in tour con quell’album. La pandemia era completamente fuori dal nostro controllo, ed è stato un periodo difficile per la maggior parte delle band – e praticamente per chiunque lavori in questo settore. “The Way We Fall” sembra quasi un ritorno. Il tema dell’album è aperto all’interpretazione, ma per me personalmente sono sempre stati l’oscurità e i momenti difficili a stimolare la mia creatività.

Ho avuto modo di ascoltare l’album e lo trovo molto potente, ma anche più dark e teatrale, con molta attenzione alla produzione e ai dettagli. Quanto è stato importante questo aspetto per te e com’è stato lavorare con Jona Tee?

Jona Tee è un produttore davvero fantastico e la nostra collaborazione con lui funziona alla grande. L’idea che questo disco sia più dark non è qualcosa che abbiamo pensato prima, credo sia solo un’evoluzione naturale.

“The Way We Fall” e “Blinded And Buried” sono due canzoni che hanno davvero catturato la mia attenzione. Di cosa parlano?

Osare e rischiare. La partita non finisce finché non suona il fischio finale. Se vuoi davvero qualcosa, devi trovare la strada che ti porta lì.

Avete già pubblicato tre singoli: “The Way We Fall”, “Blood Sacrifice” e “Let Me Be Your Demon”. Che riscontro avete ricevuto dai vostri fan?

Il responso è stato assolutamente incredibile!

Al momento siete in tour con i Wednesday 13? Come sta andando e ci sono possibilità di vedervi anche in Italia?

Il tour con Wednesday 13 è stato fantastico. Siamo un’ottima combinazione e l’accoppiata funziona davvero bene. Non vediamo l’ora di tornare in Italia e suonare da voi: è passato troppo tempo.

Come scegliete la scaletta per uno concerto? Avete qualche rituale prima di salire sul palco?

Dipende da quanto dura il nostro set. La risposta più banale è: un mix di materiale vecchio e nuovo. La gente apprezza le diverse epoche, quindi è importante suonare un po’ di ognuna. Ci diamo il cinque e poi siamo pronti.

Cosa ne pensi dell’uso dell’IA nella musica? Quali sono i pro e i contro?

È affascinante la rapidità con cui la tecnologia si è sviluppata. Ma l’uso dell’intelligenza artificiale per scrivere canzoni è qualcosa a cui sono fermamente contrario, ed è qualcosa che non farà mai parte dei Sister.

L’intervista è finita. Hai un messaggio per i fan italiani?

Stay HATED, e spero di vedervi presto

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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