Helstar – Recensione: Sins Of The Past

Sta diventando una moda quella di proporre nuove registrazione di brani storici. Un modo di dare nuovo smalto a composizioni che spesso venivano penalizzate da registrazioni non all’altezza e che grazie alla tecnologia attuale possono godere di un aggiornamento che li mette a confronto con le produzioni di band più recenti. Un paragone che spesso finisce per rivelare la pochezza di troppa musica in giro ai nostri giorni, o forse a sottolineare la grandezza di certe band di un tempo che riuscivano a donare alle composizioni una magia unica. Gli Helstar sono sicuramente da annoverare tra queste formazioni seminali e ancora oggi in grado di lasciare il segno attraverso la grande personalità che le loro song possedevano. Le nuove registrazioni non lasciano molto spazio ad interpretazioni imprevedibili, limitandosi a mettere l’accento sul miglioramento dei suoni e ricalcando per il resto il solco dei vecchi classici. Ciò non toglie che la qualità delle song sia elevatissima e che per i giovani che vogliono avvicinarsi alla band, ma anche per i vecchi fan che potranno ascoltasi versioni più spinte e potenti delle loro canzoni preferite, questa uscita offre la garanzia di qualità che ci si attende. Nonostante i tanti anni passati la band (riunita per l’occasione nella formazione di “Remnants Of War”, con l’eccezione del batterista) dimostra di avere ancora un certo smalto. Una verve che si nota anche nelle composizioni nuove di zecca aggiunte alla fine della tracklist. Se da un lato si tratta di brani che non si possono definire al passo con i tempi, vista la adesione a stilemi tipicamente da fine anni ottanta, allo stesso modo si lascia apprezzare la voglia di non ripetere cose già dette in passato e semmai di riprendere il discorso dalla evoluzione avuta con “Nosferatu” e fare tesoro dell’esperienza accumulata negli anni. In attesa di un nuovo album che pare sarà pronto a breve, queste ci sembrano le migliori premesse possibili.

Etichetta: Afm / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist: 01. Burning Star
02. Suicidal Nightmare
03. The King Is Dead
04. Evil Reign
05. Baptized In Blood
06. Witch's Eye
07. Tyrannicide
08. Harker's Tale
09. Angel of Death
10. Dracula's Castle
11. Face the Wicked One
12. Tormentor (new song)
13. Caress of the Dead (new song)

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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