Silverhead – Recensione: Silverhead

L’epopea del glam rock, genere che spopolava nell’Inghilterra dei primi anni ’70 con nomi colossali quali David Bowie, i T. Rex di Marc Bolan, Sweet, Slade e via dicendo, ebbe anche qualche eroe sfortunato che, a discapito del valore, non riuscì a raccogliere quanto seminato.

Andiamo quindi ad incontrare una delle gemme di culto di quel movimento musicale, i magnifici perdenti Silverhead. Formatisi in quel calderone di creatività musicale che fu la Gran Bretagna di inizio seventies, produssero solamente due meravigliosi dischi per poi sciogliersi, restando però fra i più grandi del genere. Il loro debutto omonimo del 1972, licenziato per l’etichetta dei Deep Purple, la Purple Records e prodotto, tanto per restare in famiglia, dal grande Martin Birch è un esempio di come il valore di un’opera non sempre ha l’adeguato riscontro a livello di successo.

L’inizio, con “Long Legged Lisa” è perfettamente esemplificativa della loro musica: un sensuale hard blues dove le slide guitar di Stevie Forrest e Rod Davies, ma soprattutto l’interpretazione vocale di Michael Des Barres, l’istrionico leader dalla band immergono nelle calde atmosfere del disco. Seguono l’incalzante “Underneath The Light” e la tirata biker song “Ace Supreme”, uno dei punti più alti dell’intero disco. La ballata acustica “Johnny” vede Des Barres in veste di un narratore che racconta le vicende di un giovane killer. “In Your Eyes”, con una linea vocale che guarda ai Rolling Stones, si sviluppa in un ritornello che è puro glam rock. L’esplicita “Rolling With My Baby” è un grande hard boogie con tanto di supporto d’una sezione di fiati, in contrasto con le atmosfere lascive di “Wounded Heart” e col purissimo glam r’n’r di “Sold Me Down The River”, eseguita come da dei T. Rex (la band, ovviamente!) irrobustiti. “Rock And Roll Band” può essere definito uno dei manifesti di un’epopea musicale: il riff, gli assoli, il botta e risposta fra la voce ruvida e sinuosa di De Barres e le coriste, i suoi lamenti erotici, potrebbero essere eletti come uno dei simboli del Glam. Il minuto scarso di “Silver Boogie” chiude un album epocale, seguito l’anno successivo dal sempre eccellente “16 And Savaged”. Purtroppo e inspiegabilmente i Silverhead non raccolsero il successo che avrebbero ampiamente meritato e si sciolsero da lì a poco. Des Barres continuò la carriera musicale coi discreti Dectetive (un paio di album nel 1977) fino arrivare addirittura al pop dei Power Station, intraprese una carriera da attore di buon successo, ma attualmente è ricordato soprattutto per essere stato il marito della famosa groupie (poi divenuta giornalista e autrice di diversi libri, ndr) Pamela De Barres. Quello per cui questo capolavoro va ricordato è però per i suoi contenuti, che a discapito dei quasi 50 anni d’età resta un diamante scintillante dall’effimera notorietà, che va assolutamente riscoperto.

Etichetta: Purple Records

Anno: 1972

Tracklist: 01. Long Legged Lisa 02. Underneath The Light 03. Ace Supreme 04. Johnny 05. In Your Eyes 06. Rolling With My Baby 07. Wounded Heart 08. Sold Me Down The River 09. Rock And Roll Band 10. Silver Boogie

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