Tourettes Syndrome – Recensione: Sicksense

Vi era un tempo in cui associare la donna e il metal significava evocare immagini tutt’altro che rassicuranti. Un tempo in cui non esisteva la Barbie gotica da carta patinata che, dopo essere apparsa su riviste per “uomini dal barbiere” con tanto di servizio fotografico, si ostina a dichiarare nelle interviste di non volere essere un sex-symbol.Un tempo che sembra essere finito troppo presto per non passare inosservato, anche se non completamente. Gli australiani Tourettes Sindrome (ex The Tourettes) sembrano rifarsi infatti a questa remota tradizione per cui essere un gruppo metal guidato da una front-woman, non significa necessariamente lasciarsi andare a quell’immaginario dark-buonista da diario scolastico che ultimamente riempie orecchie, giornali,scaffali, i-pod et similia. Se volete proprio paragonarli a qualcuno di contemporaneo, potreste facilmente associarli ad una band come gli Otep. Se siete meno pigri, vi accorgerete che le radici di questo suono sono molto più profonde e affondano in un passato oscuro, fatto di ombre, di morbosità e di tutte quelle cose poco piacevoli che si cercano di dimenticare per vivere felici. Queste undici tracks sono pregne di quella claustrofobia industrialoide tanto cara ai Temple Of The Absurd. Ed è impossibile non pensare a Karin Krisis e soci per l’approccio malato e imbastardito di Black Sabbath in salsa hardcore della sezione strumentale. Ma è la voce di Michele Madden a rendere il tutto così diverso e terrificante. Non stiamo parlando di Kylie Minogue che gioca a fare Jeff Walker. Stiamo parlando di una voce con evidenti disturbi da personalità multipla, se volete una spiegazione razionale, oppure di una povera sventurata posseduta da una legione di demoni col vizio del canto, se preferite le tinte horror di cui ‘Sicksense’ è imbrattato. Mettetela come vi pare, resta il fatto che la signorina in questione e i tre loschi figuri che si porta dietro, interpretano con disinvoltura e carattere trame death metal di quello meno canonico, alternandole ad episodi melodici che restano sempre aggrappati alle gonne della Nera Signora. Tutto questo filtrato da suoni marci e moderni, conditi con quell’eleganza elettronica figlia dei Nine Inch Nails più cupi. E tanta cattiveria gratuita. Date anche un’occhiata alla sezione video contenuta in questo cd. Video clip spogli di malizie da mercato, in odore di “Fight Club”. Esibizioni live che mettono a tacere ogni dubbio a proposito di genuinità e fedeltà. Niente porte aperte su improbabili spiragli di luce, solo un lungo flirt con l’abisso che risiede in fondo ad ognuno di voi. Ma, se volete, potete anche continuare a giocare con le bambole di carta.

Voto recensore
8
Etichetta: Armageddon Music/Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist: 01. Good Morning
02. Nola
03. Fracture
04. Gear
05. Glad
06. R.F.S.
07. Rail
08. Circus
09. Small Enemy
10. Longline
11. Novena

Bonus Video Tracks:
1.DBM
2.Gear (live 2006)
3.Stand

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