Iron Mask – Recensione: Shadow Of The Red Baron

Inizia con gli Iron Mask e sotto buoni auspici il 2010 per il pubblico defender. La band capitanata dal virtuoso guitar hero Dushan Petrossi arriva sul mercato con l’album numero tre, un concept ispirato alla figura dell’asso dell’aviazione della prima guerra mondiale Manfred von Richthofen, il famoso Barone Rosso. Dal sosia sputato di Malmesteen non ci si poteva aspettare altro che un disco devoto al maestro delle sei corde, anche se non c’è solo metal neoclassico in “Shadow Of The Red Baron”. I belgi si muovono lungo le coordinate del power, con divagazioni sinfoniche ed epiche, grazie ad arrangiamenti pomposi e cori battaglieri e magniloquenti. Gli Iron Mask possono essere accostati ai Sabaton, o ad una versione più tecnica dei Powerwolf, con le chitarre di Petrossi sempre a giocare un ruolo da protagonista, senza però togliere luce agli altri strumenti. All’altezza la prestazione del vocalist Goetz Mohre, che può contare su una spalla del calibro di Oliver Hartmann (sx At-Vance), non solo in fase di backing vocals, per rendere vincenti le melodie colorate di “Shadow Of The Red Baron”. Tutte le undici song del cd colpiscono sin dal primo ascolto, pur non presentando innovazioni o tocchi di originalità, ma riescono a tenerci sulla corda, senza correre il rischio di risultare fredde o stucchevoli. “Shadow Of The Red Baron” è un disco di maniera, certo, a tratti prevedibile, ma se non avete troppe pretese gli Iron Mask possono fare al caso vostro.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music

Anno: 2010

Tracklist:
01. Shadow Of The Red Baron
02. Dreams
03. Forever In The Dark
04. Resurrection
05. Sahara
06. Black Devil Ship
07. We Will Meet Again
08. Universe
09. My Angel Is Gone
10. Only The Good Die Young
11. Ghost OF The Tzar

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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