Metallus.it

Seventh Veil – Recensione: Vox Animae

Il Seventh Veil è un noto strip club che si trova sul Sunset Boulevard di Los Angeles, reso famoso sopratutto dai Motley Crue grazie al pezzo “Girls Girls Girls”. E’ anche il nome di una giovane formazione proveniente da Verona alla seconda uscita discografica con questo “Vox Animae”. Dopo alcuni cambi di line-up e svariati mesi in studio la band sforna un nuovo platter che ha sempre le radici legate all’hard rock di scuola losangelina, ma ha anche incamerato nuovi retaggi più moderni di gruppi come i Pop Evil e i Sixx:A.M. che forniscono alle composizioni una ventata di freschezza che non guasta.

Vox Animae/rEvolution” è l’intro strumentale, drammatico e in costante crescendo che ci porta al primo pezzo del lotto, “Devil In Your Soul”, una composizione rocciosa che scatena da subito una catena di note cariche di energia elettrica e un grandissimo gusto per la melodia, mentre con “Living Dead” veniamo trascinati da un irresistibile viaggio sonoro dal retrogusto più moderno e al passo con i tempi. Anche “Together Again” si mantiene su ottimi livelli e in linea con quanto ascoltato finora, mentre “Broken Promise” si può dire sia il brano in cui la band osa di più, dove questa unione tra il vecchio e il nuovo sound è più decisa e si fonde, completandosi a vicenda e rendendo il pezzo davvero interessante.

Un po’ più canonica risulta la ballad “Dad” che strapperà una lacrimuccia ai vecchi estimatori di White Lion e Def Leppard, mentre in “Noway Train” si torna a ruggire a dovere con un valido pezzo di schietto hard rock all’ennesima potenza. Molto efficace anche l’electric ballad “Begging For Mercy” in cui si mantiene alta la tensione e la band da sfoggio della propria veste più melodica, mente in chiusura troviamo “Sms” un’arena song vincente e dal grande impatto.

Possiamo affermare che questo “Vox Animae” è un lavoro che riesce ad unire un certo tipo di hard rock melodico e di classe con l’irruenza dell’alternative rock che va oggi per la maggiore, sicuramente il gruppo non ha paura di osare e lo fa in queste dodici composizioni mai banali o scontate e questo non è poco.

Exit mobile version