Vision Divine – Recensione: Send Me An Angel

Prefazione – Una bella e comoda “cadrega” è quello che vi ci vuole: ci sarà un po’ da leggere ! Due anni, tanto è passato dal primo, pluridecorato disco d’esordio della superband italica. Partito come un semplice progetto solista di Olaf Thorsen, ha preso – col passare dei mesi – le fattezze di una band vera e propria. Usufruendo dei già compagni di ventura, Stancioiu e McPauls, il chitarrista massese ha trovato nell’amico di sempre Fabio Lione e nel virtuoso bassista fiorentino Andrea “Tower” Torricini i giusti membri per cementare una delle più importanti realtà musicali tricolori . L’omonimo CD, dimostrava già le intenzioni bellicose dei nostri, proponendoci una sintesi di metal variegato, ma nello stesso tempo orecchiabile e d’assimilazione praticamente immediata. “Send Me An Angel” , stravolge non poco l’idea che ci si poteva esser fatti dei Vision Divine: un album che necessita DOVEROSAMENTE e MERITATAMENTE di più ascolti, per carpirne le molteplici sfaccettature, le notevoli introversioni e l’innegabile valore. Si parte con l’ intro – nomata “Incipit” – che spalanca all’ ascoltatore le porte di una dimensione metal totalmente nuova : con un’ inusuale attacco arriva la title track a far luce sui Vision del 2001, grazie alla voce di Fabio che, nelle prime strofe, denota una incipiente cattiveria. Il cantante la trasforma in melodia pura, non appena il solare ritornello si affaccia; ed è una continua alternanza tra aperture ed introversioni, questa song. Situazione che si protrarrà lungo il corso di tutto l’album, che pur non essendo un concept, si basa interamente sulla millenaria lotta tra bene e male, tra tenebre e luce. Di dolore non ve n’è neanche l’ombra nella successiva “Pain”… anzi, forse si; ed è solo quello che, dopo un chiaro impatto à la ‘In The Shade’, si prova per la precoce fine di un irresistibile (ma anche un poco ruffiano) solo da parte di Olaf. “Away From You”, ci riporta invece alla memoria le arie del 1999 del combo, con un riffone iniziale pesantissimo e melodie uniche, tipicamente Divine style. Con “Black & White”, la lotta tra le dimensioni di cui sopra, trova la sua maxima espressione, con un trascinante up-tempo altalenante tra melodia e corroboranti interludi heavy. I fans più accaniti della Visione Divina, si ricorderanno di “The Call”, proposta più volte nei recenti shows, come anteprima al nuovo CD. Molti passaggi prog, frenate improvvise e partenze brucianti, sgaloppando poi all’impossibile: più o meno questo il sunto di questo appagante brano. La calma e l’ottimismo regnano sovrani in “Taste Of Goodbye”: toni pacati ma mai banali, che mutano in uno speed feroce, chiamato – non a caso – “Apocalypse Coming”: ferocia, capace però di donare momenti progressivi come solo i migliori Dream Teather saprebbero fare. Oltre ai soliti noti, in “Send..”, protagonista di rilievo è Andrew Mc Pauls: i suoi duelli in sede di solos col Thorsen nazionale, sono memorabilmente sopra le righe e la genialità del tastierista savonese viene espressa ai massimi livelli nella schizoide “Nemesis”, un brano strumentale che spesso e volentieri accantona i neologismi metal , per improvvisazioni crossover. Chi non riceve troppa giustizia dalla produzione di questo disco, è invece mr. “Tower” Torricini, che, pur conferendo la giusta pienezza all’intero lavoro, non si ritrova in alcuna canzone come elemento di spicco: un vero peccato! Dulcis in (quasi) fundo, in “Flame Of Hate” si incarna, a parere di chi scrive, un reale capolavoro di maestria compositiva e – non ultima – cattiveria espressiva. Un’ intro claustrofobica accompagna come in un girone dantesco, il “fortunato” ascoltatore in quello che si potrebbe definire come il più maturo capitolo di questo album. Poteva forse mancare una cover, per concludere in gloria “Send Me An Angel” ? La prima volta toccò agli Europe, essere omaggiati con una versione di “The Final Countdown” così uguale da risultare quasi tediosa; ma ora, con “Take On Me” ci troviamo di fronte a una violentissima ed a tratti irriconoscibile trasposizione del successo degli A-Ha. Conclusione: non poteva cominciare meglio il 2002 !! Rinnoviamo in modo marcato la raccomandazione delle prime righe: ascoltate e riascoltate questo CD, stando bene attenti a non cadere nel tranello delle false prime impressioni. Essendo pienamente convinti di quest’ asserzione, non ci rimane che attendere i rispettivi nuovi prodotti di Olaf, Andrew, Mat (Labyrinth), di Fabio (Rhapsody) e del “Tower” (Wonderland), certi che quest’anno brillerà ai posteri, come l’anno del ritorno del grande metal tricolore !!

Voto recensore
9
Etichetta: Atrheia / Edel

Anno: 2002

Tracklist:

Incipit
Send Me An Angel
Pain
Away From You
Black & White
The Call
Taste Of A Goodbye
Apocalypse Coming
Nemesis (instumental)
Flame Of Hate
Take On Me


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