Dynfari – Recensione: Sem Skuggin

Dynfari è il nome di un giovane progetto atmospheric/post-black metal islandese, al secondo album con “Sem Skuggin”. La proposta di Jóhann Örn (voce, chitarra, basso) e Jón Emil (batteria e voce), per quanto relativamente particolare e personale, si può ascrivere al recente filone atmosferico del black, costola di un certo modo intimista e raccolto di intendere il cosiddetto depressive-sound.

Proprio come la loro terra natia, i Dynfari vivono di un costante dualismo tra opposti naturali, come gli ampi paesaggi selvaggi in odore dark-ambient e le gelide sferzate distorte, il bianco della neve e il nero delle ceneri laviche (vedi il suggestivo artwork), in un dinamismo che alterna luci e ombre (la traduzione di “Sem Skuggin” è appunto come un’ombra) che descrive il declino dell’umanità e la sua pochezza e finitudine, rispetto all’eternità del mondo e dell’universo. In questo senso i Dynfari non possono non ricordare i loro connazionali We Made God, alle prese con un simile corpus concettuale e simbolico, declinato però in chiave post-core.

I due giovani musicisti islandesi si accostano a tale impegnativo concept con un’apprezzabile e fresca spontaneità, e queste loro nove composizioni paiono scorrere con la scorrevolezza di un flusso di coscienza, nel quale titoli e tracklist hanno la sola funzionalità pratica di isolare determinati mo(vi)menti, rendendo più funzionale la fruizione di brani anche piuttosto lunghi e stratificati, come i 15 minuti ai quali si attesta la seconda “Hjartmyrkvi”, sicuramente tra le cose migliori qui contenute, assieme alla seguente “Myrkrasalir” e alle due parti dell’imponente title-track.

Il sound aspro e gelido dei Dynfari, come un tagliente vento artico, evoca sensazioni oscure e nichiliste, nelle quali concetti come il vuoto e la distruzione del sé hanno un ruolo predominante. Chi ha dimestichezza coi cupi viaggi sonori di Vinterriket, Darkspace (quindi anche Paysage D’Hiver) e un certo Burzum, potrà sicuramente trovarsi a suo agio in questa fredda nigredo dello spirito.

Tenendo presente tutti questi elementi, non ultimo dei quali la giovane età dei due membri del gruppo, “Sem Skuggin” è un disco che, per quanto destinato a una nicchia piuttosto circoscritta di pubblico e mercato, ha tutte le caratteristiche necessarie per affermarvisi positivamente, e lasciarsi apprezzare per le sue indubbie qualità. Da ascoltare.

Voto recensore
7
Etichetta: Code666 Records

Anno: 2012

Tracklist:

1. Glötun - 8:44
2. Hjartmyrkvi - 15:32
3. Svartir Himnar - 7:02
4. Myrkrasalir - 8:18
5. Stillt - 3:20
6. Augnablik - 8:15
7. Sem Skugginn I - 11:30
8. Sem Skugginn II - 5:33
9. Eilífð - 5:40


Sito Web: http://www.facebook.com/Dynfari

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi