Selvans – Recensione: Lupercalia

“Lupercalia” è il debut album degli abruzzesi Selvans, band che si origina soltanto un anno fa dal nucleo dei Draugr (sciolti nel Dicembre del 2013) , un ensemble ben noto agli appassionati del panorama estremo di casa nostra.

Il progetto Selvans, diviso tra Sethlans Fulguriator (chitarra, basso, voce) e Selvans Haruspex (tastiere, flauto e strumenti popolari, voce e programming), si pone l’obiettivo di esplorare la storia antica italiana attraverso i racconti e le leggende dei popoli che hanno abitato la penisola, narrati dalla cinque lunghe suite che vanno a comporre il platter. Una emozionante ora di ascolto in cui il two-piece propone una solida commistione tra black metal a tratti atmosferico, a tratti arcigno ed estraniante, a ritrovati di folclore silvano e misterioso, ben più inquietante e profondo piuttosto che foriero di facili melodie.

“Lupercalia” si rivela da subito un buonissimo esempio di black metal mediterraneo, contaminato dai profumo della terra, evocativo e romantico (nel senso letterario del termine) come può esserlo soltanto quello del Sud Europa. L’introduzione “Matavitatau”, con il flauto e il raschietto tesse una melodia bucolica, ma epica e potente che introduce a “Versipellis”, un brano notturno dove non mancano muscolari accelerazioni mitigate dal ricorso agli strumenti d’epoca.

Il climax è raggiunto a nostro parere dalla successiva “O Clitumne!”, un episodio drammatico e dal forte carico emozionale che al meglio bilancia la rabbia, espressa da una voce stridula e agghiacciante e suadenti ricami melodici che non cercano l’orecchiabilità ma creano emozioni forti e sanguigne, indice della vitalità del lavoro. Un brano per molti aspetti speculare è la successiva “Hirpi Sorani”, mentre “Scurtchìn”, più dura, poggia su di un black veloce, primitivo e rarefatto che tuttavia si incontra al meglio con i consueti ricami di musica popolare.

Cruda e disperata, resa ancora più teatrale dal cantato in italiano, “N.A.F.H.” chiude le sorti di un album ben riuscito a da ogni punto di vista, sincero tributo al bacino culturale e musicale di casa nostra. Un ascolto caldamente consigliato ai fruitori del genere.

Voto recensore
7
Etichetta: Avantgarde Music

Anno: 2015

Tracklist:

01. Matavitatau
02. Versipellis
03. O Clitumne!
04. Hirpi Sorani
05. Scurtchìn
06. N.A.F.H.


Sito Web: https://www.facebook.com/templeofselvans

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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