Oneida – Recensione: Secret Wars

Il loro disco se lo definiscono da soli come il risultato delle ispirazioni tratte da dei fanciulli avvezzi alla meditazione sotto l’effetto di ingenti dosi di caffeina. Potrebbe essere sufficiente questo e la dichiarazione dell’ingresso di elementi visionari legati al cosiddetto ‘Kraut-rock’ (chi ha detto ‘Can’?) in maniera più marcata ed il gioco sembrerebbe grosso modo fatto. Sicuramente ‘Secret Wars’risulta più accessibile rispetto a quanto espresso dagli americani in ‘Each One Teach One’, da più parti salutato come un quasi capolavoro. Un disco, il nuovo, suonato su brevi fraseggi e sulla manipolazione dei riverberi, dei suoni, che diventano protagonisti più degli strumenti nella sarabanda di ironia e follia che ne costruiscono il tappeto. Psichedelia e rock degli albori, fusi in un festival di valvole e sintesi. Sono assenti in questo caso le digressioni di una ‘Antibiotics’ probabilmente sdoganate nel lavoro per la colonna sonora di un telefilm, ma non mancano le scivolate di una ‘Caesar’s Column’ davvero sorprendente o di una nervosa ‘Capt Bo Dignifies The Allegations With A Response’ uscita da un cassetto degli alieni degli Hawkwind a livello di intensità . Un disco, ‘Secret Wars’,nato inizialmente come EP ed ampliato in corsa dalla band che lascia nei cassetti alcuni remix per un (im)probabile utilizzo futuro richiesto dall’etichetta. Sono le dissonanze di ‘$50 Tea’, con le ritmiche impazzite ed una melodia vocale essenziale e storta come se i profumi dell’hard rock anni settanta venissero diluiti nella psichedelia pura e serviti in una struttura avvolta su sè stessa lanciata al massimo dei giri. Che dire, poi, dell’"acustica" ‘The Last Act, Every Time’, dove l’hammond acido conduce le danze? O del mantra strumentale nervoso di ‘The Winter Shaker’ che rivela una maratona nella quale apparentemente non accade nulla ma serve da bilanciamento a ‘Caesar’s Column’, composizione dalla struttura quadrata e "rock" ovviamente rivista e corretta da questa gente di Brooklyn. Insomma, un disco che saluta il rock ed il nuovo anno in maniera folle e assolutamente personale. ‘Secret Wars’ è talento e sfida dentro e fuori gli schemi. Contemporaneamente. Che bello.

Voto recensore
8
Etichetta: Rough Trade / Self

Anno: 2004

Tracklist: 01. Treasure Plane
02. Caesar's Column
03. Capt. Bo Dignifies the Allegations with a Response
04. Wild Horses
05. $50 Tea
06. The Last Act, Every Time
07. The Winter Shaker
08. Changes in the City

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